BANCHE:tassazione di favore-precisazioni della delegazione Lazio Centro Nord
Scritto da Federico Lippi
lunedý 12 maggio 2008

Da La Stampa del 12/05/2008 riportiamo :

"Le banche pagano poche tasse. E così raddoppiano i profitti" [FIRMA]LUCA FORNOVO

TORINO Non sono passate neanche ventiquattr'ore dall'attacco del neoministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che le banche sono finite di nuovo nel mirino.

Questa volta a scendere in campo contro gli istituti di credito è l'Adusbef. La denuncia arrivata ieri dall'associazione dei consumatori è pesante: in quattro anni gli utili delle banche italiane sono praticamente raddoppiati, mentre le tasse sono aumentate a ritmi decisamente più lenti, segnalando - evidenzia l'Adubef - una "rete di protezionismo scandaloso" eretta attorno agli istituto di credito
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Pubblicazione dei redditi in rete: cosa nasconde di fatto?
Scritto da Federico Lippi
venerdý 09 maggio 2008

ADUSBEF, in riferimento alla pubblicazione dei redditi in Rete, afferma e ribadisce che è necessario che l’Italia si doti di un sistema informativo efficace: ci deve essere dunque sì trasparenza circa i redditi dei cittadini, ma sempre nella tutela dei dati sensibili degli utenti. Questo significherebbe, all’atto pratico, che per poter consultare i redditi dei cittadini dovrebbe essere necessario identificarsi o autenticarsi (come, in effetti, si è sempre fatto fino a prima dell’avvento del mezzo telematico). ADUSBEF e Federconsumatori, poi, chiedono esplicitamente un incontro con il Garante della Privacy e con la fantomatica Agenzia delle Entrate al fine di stabilire un percorso efficace per la tutela sia dei dati personali, che della trasparenza.

Noi della Delegazione, intanto, siamo andati a cercare questi benedetti redditi online degli italiani. Alcune persone ci hanno scritto e detto che era vergognoso che il dentista o il carrozziere dichiarassero meno soldi rispetto al tenore di vita che potevano permettersi. Allora ci siamo domandati: possibile mai che “grosso guadagno”= “evasione fiscale”?

Diamo allora un’occhiata alle dichiarazioni dei redditi, per cercare di capire: è giusta questa storia della trasparenza o è una assurdità bella e buona?

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Mutuo fondiario ed anatocismo
Scritto da Federico Lippi
lunedý 05 maggio 2008
Il caso riguarda  un  mutuo fondiario stipulato  nell’ ottobre 1990,   mai pagato dal debitore neanche per una rata.

Al termine delle operazioni di vendita dell'immobile ipotecato,  il prospetto di conteggio dato dalla banca al notaio delegato alla vendita, per essere liquidata, riporta sul calcolo degli interessi di mora tassi al limite del valore soglia ,quindi regolari.

Solo che non erano stati previsti sul contratto di mutuo e quindi in netto contrasto con quanto sancisce il testo unico bancario del 1993 che prevede espressamente l'obbligatorietà delle banche ad esporre il tasso degli interessi di mora  per  ritardato pagamento.

Comunque in questi casi, se contrattualmente non è stato previsto il tasso. qual'è il tasso degli interessi di mora da applicare? Spero non sia il tasso soglia previsto per  legge, come  ha effettuato la banca.

Quello che stupisce di più è il prospetto di calcolo degli interessi di mora che la banca ha inviato al notaio delegato.

Stabilito l'importo dovuto con atto di precetto del dicembre del 1992 comprensivo di capitale + rate di mutuo non pagate, la banca su tale importo applica gli interessi di mora dal 01/01/1993 al 15/10/2007 (data della vendita) e questo va bene, ma stranamente dal 01/01/2000 e sino al 15/10/2007 la sorte capitale sul quale vengono calcolati gli interessi di mora viene raddoppiata ed è pari alla sorte capitale iniziale (quella del 01/01/1993) + tutti gli interessi di mora calcolati sino al 31/12/1999 quindi viene effettuata una ricapitalizzazione che così come fatta provoca un calcolo di interessi di mora su interessi di mora.

Vorrei dei chiarimenti a proposito , perchè tutto ciò mi risulta assurdo.

Il creditore se pur fondiario non penso abbia il diritto di capitalizzare gli interessi di mora ad una data decisa da lui che non ha nessun riferimento contrattuale e che non motiva.

Ritengo che si sia prodotto un anatocismo del tutto illeggittimo oltre che arbitrario.

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Autority deboli e senza poteri?
Scritto da Federico Lippi
sabato 03 maggio 2008

Quanto è avvenuto circa la diffusione delle dichiarazione dei redditi dell’anno 2005 da parte della Agenzia delle Entrate è sintomo di una debolezza che non può più andare avanti. Si è detto che i Sindacati debbano essere rinforzati, si è detto che i Ministeri debbano addirittura aumentare, ma dei poteri delle Authority si parla sempre troppo poco.

Nei fatti chi riesce sempre a risultare onnipotente, sono  gli Istituti di Credito e, come è evidente, l’Agenzia delle Entrate (ed ultimamente possiamo vedere anche la nuova star del momento, cioèEquitalia) ed altre strutture libere di agire manipolando il denaro delle utenze.

 

 

 

 

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CRIMINE DEI DATA BASE BANCARI: dopo un anno ripropongo l'intervista
Scritto da Federico Lippi
venerdý 02 maggio 2008

19.04.2007 - La Etleboro incontra Federico Lippi, ex funzionario dell'Istituto Mobiliare italiano,ed esperto di tecnica bancaria, avendo seguito per più di 25 anni le procedure per il finanziamento delle piccole e medie imprese.

Federico Lippi svolge oggi un'attività di consulenza legale e finanziaria nelle cause contro le pratiche di usura e anatocismo delle Banche nei confronti dei singoli individui e delle imprese. Sulla base della sua esperienza ha così costruito un software, il CheckBanck, che consente di monitorare il corretto funzionamento dei conti correnti bancari, di ogni tipologia di credito prevista dalla L. 108/96, evidenziando così le distorsioni nelle pratiche delle Banche.

D: Cosa le ha insegnato la sua esperienza all'IMI?

R: Durante la mia vita e la mia carriera presso l’IMI istituto bancario Ente di Diritto Pubblico, ho visto l'Italia cambiare tre volte. Ho visto l'Italia del dopoguerra, ossia quella del boom economico in cui avevamo una bassa inflazione, e salari dignitosi che consentivano alle persone di risparmiare e investire, considerando che anche la Banche avevano una politica non usuraia, applicando gli interessi a calcolo semplice (senza capitalizzarli) e quindi senza l'anatocismo. Gli anni '70 sono stati quelli del cambiamento in cui l'Italia ha subito un'escursione deleteria: io lavoravo all'IMI e in prima persona ho visto come queste strutture invisibili piano piano hanno eroso e fagocitato il patrimonio italiano, tra terrorismo, usura bancaria, fino a terminare negli anni '90 con il saccheggio.

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