giovedý 07 febbraio 2008

Il Caso: Conto Corrente e prescrizione della domanda restitutoria
Scritto da Federico Lippi
giovedý 07 febbraio 2008
Conto Corrente con apertura di credito e prescrizione della domanda restitutoria in ordine all’anatocismo

Un nostro associato, dopo aver chiuso volontariamente ed in via definitiva due conti con apertura di credito, ciascuno con due Banche diverse, si è trovato ad affrontare chiaramente due cause  diverse , pur avendo lo stesso G.I e lo stesso CTU.

In entrambe le cause, il G.I. ha posto al CTU i medesimi quesiti e, per la prima, per la quale in veste di CTP di parte avevo posto la stessa problematica, il G.I. ha risposto pretendendo tassativamente che il CTU si attenesse pedissequamente ai quesiti posti.

Nella seconda causa invece si era addivenuti da parte della Banca ad un tentativo di conciliazione non andato poi a buon fine ( si offriva 1/3 della somma che il cliente avrebbe dovuto recuperare), e sono stato quindi incaricato dall’associato di declinare la proposta.

Ho quindi dovuto comunicare al CTU la decisione del Cliente e rientrare nella veste di CTP del nostro Associato, rinviandogli il documento il cui testo  qui di seguito riporto in quanto espone una problematica spesso ricorrente e  determinata da distorsive interpretazioni delle norme in materia di rapporti con le Banche.

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NECESSARI CHIARIMENTI SULLA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO
Scritto da Federico Lippi
giovedý 17 gennaio 2008

Altrove ho accennato cosa sia la Commissione di Massimo Scoperto , e  vale la pena di ricordarlo: mettevo l’accento sul fatto che la tanto discussa Commissione di Massimo Scoperto, è  concepibile  per il negozio del Fido, mentre  nella Apertura di Credito in Conto Corrente non è assolutamente contemplabile per incompetenza negoziale.

Mentre  infatti nel caso del FIDO la percentuale della COMMISSIONE non può considerarsi maggiorazione del tasso debitore perché rappresenta la remunerazione di un servizio, nell’Apertura di credito in Conto Corrente detta percentuale, comunque chiamata, va a sommarsi al tasso debitore anche se l’incidenza può risultare variabile o addirittura irrisoria, e quindi automaticamente rappresenta un aumento surrettizio non contrattualizzato e quindi abusivo del tasso debitore negoziato.

Diversa invece l’ipotesi di una penale a favore della Banca ed a carico del debitore che abbia utilizzato per intero la somma messagli a disposizione, ad evitare che il debitore superi il limite concordato e come penale aggiuntiva quella percentuale di maggiorazione per qualsiasi eccedenza non autorizzata.

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Proposta di Draghi e prezzo della benzina:sulla stampa la disinformazione galoppa!
Scritto da Federico Lippi
domenica 06 gennaio 2008

 

Non ho cambiato mestiere, ma voglio, una volta tanto, fare l’opinionista. Oggi su Il Giornale del 6 gennaio 2008, giorno della Befana (occasionale la coincidenza?), in prima pagina, dopo che ieri nella stessa si è pubblicizzata la assunzione del figlio di Visco come dirigente nel Ministero ove si manifesta l’arte paterna, appare un articolo:  “ emergenza salari : ABBASSATE LE TASSE – La Banca d’Italia : per rilanciare il Paese bisogna ridurre l’imposta sul reddito. Ma il governo frena.  E i prezzi salgono ancora : il gasolio al massimo storico “.

Poi si legge nel contesto dell’articolo che l’auspicato abbattimento dovrebbe essere del modico 1%, sufficiente in tre mesi a dare impulso di ripresa al  Paese.

Inoltre viene pubblicata, allo scopo di spiegare perché il governo freni, una tabella sul prezzo della “benzina verde” , visto che si parlava di gasolio, dei prezzi che sarebbero risultati applicati al 17 dicembre 2007 “in Europa”!

Ma, ahinoi, detta tabella invece tratta solo ipotetici prezzi in Germania, Gran Bretagna, ( e  in GB, giacchè ancora non appartiene al novero del mondo euro, il prezzo è effettuato sulle "eurosterline", tanto valeva inserirci anche il prezzo in eurodollari della benzina verde in America), Francia, Italia e Spagna, come se solo questi Paesi costituissero l’UE.

 

 

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Corte Costituzionale - Ordinanza 377. Cartelle Pazze: uno tsunami
Scritto da Federico Lippi
sabato 05 gennaio 2008

Corte Costituzionale - Ordinanza  n. 377 – Cartelle esattoriali - illegittime se non indicano il nome del responsabile del procedimento – 09.11.07.

Non  è cosa da poco, si preannuncia uno tsunami, infatti:

«Ogni provvedimento amministrativo - si legge nell’ordinanza - richiede atti di notificazione e di pubblicità [...]. L’obbligo di indicare il responsabile ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino e la garanzia della difesa, che sono altrettanti aspetti del principio di imparzialità della pubblica amministrazione predicato dall’articolo 97 della Costituzione».

La Corte Costituzionale è stata molto chiara: «[...] l’obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle il responsabile del procedimento, lungi dall’essere un inutile adempimento, ha lo scopo di assicurare la trasparenza della attività amministrativa e la garanzia dei diritti della difesa». «Ora  è difficile ipotizzare che i giudici di pace non si attengano all’ordinanza. La Corte Costituzionale fa “legge” e sentenzia al di sopra di tutto. I supremi magistrati, tra l’altro, non fanno che ribadire una cosa: c’è una legge, la N.212 del luglio 2000, e la legge va applicata».

Dovrebbe esser ovvio che le legge va applicata “da tutti”, anche dai riscossori e dalle Pubbliche Amministrazioni , piaccia o no.

Di seguito troverete le prime indicazioni su come comportarsi di fronte a cartelle esattoriali "nulle" e il link al testo originale della ordinanza

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MAASTRICHT E LE BANCHE ITALIANE USURAIE
Scritto da Federico Lippi
domenica 30 dicembre 2007
Partiamo da un dato ben visibile a tutti : le Banche Centrali stanno iniettando moltissima liquidità nel sistema, ma la cosa pare non sortire gli effetti sperati.

Molti in questi giorni si spendono a spiegarne i motivi, che poi si riassumono brevemente : le Banche non usano la liquidità per il loro normale lavoro, come dovrebbero, ma se la tengono in cassa ben stretta, ne hanno infatti un vitale bisogno per fare fronte massimamente alle perdite causate dalla crisi dei subprime e del mercato immobiliare , ormai alle porte.

Questo avviene ovunque, ma in Europa un macigno incombe:  Maastricht con i suoi parametri rigidi e a volte stupidi come ebbe ad ammettere lo stesso Prodi, ( rapporto debito-Pil; rapporto deficit-Pil; inflazione..), in più ci hanno aggiunto dei rigidissimi vincoli di bilancio che portano ad una continua rivalutazione dell’Euro, il che non è affatto quella bella cosa che ci vogliono fare credere, perché produce un  gran bel danno alle nostre esportazioni.

Ci viene da chiederci, perché l’Europa si è creata questa gabbia? Facile, perché questa gabbia, questa garrota che ci sta strangolando, è necessaria per costruire un modello economico ottimo per  un mondo in cui conta la  Finanza, solo la ricchezza finanziaria, che è ricchezza di pochi basata sul lavoro di molti.

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