Commissione di massimo scoperto
Scritto da Federico Lippi   
sabato 09 giugno 2007

Il Prof. Giovanni Goisis, Direttore Generale della Banca Provinciale Lombarda, ha scritto un testo ”la funzione della Banca nella pratica italiana”, chiamato volgarmente dagli addetti ai lavori la “Bibbia bancaria”,  in cui definisce la differenza tra fido ed  apertura di credito in conto corrente, negozi che hanno in comune solo la messa a disposizione da parte del creditore di una somma di denaro pattuita a favore del debitore.

IL FIDO rappresenta quel plafond di denaro entro il quale una Banca si impegna a versare, a concorrenza totale o parziale, somme al posto di un cliente allo scopo di sopperire alla mancanza di liquidità che lo stesso ha momentaneamente nell’esercizio della propria attività, e corrisponde al contratto di commissione previsto dagli artt. 1731 e seguenti C.C, ai sensi del quale il “committente” (il cliente) dà mandato al  “commissionario” (la Banca) di pagare al suo posto qualcuno (destinatario o commissionato), che gli ha fornito su base documentale merce necessaria per svolgere la propria attività, e per questo servizio è prevista una “provvigione” calcolata sul danaro versato dal “commissionario” in nome e per conto del “committente”, oltre ai negoziati interessi debitori sulle somme erogate.

 

Detta provvigione chiamasi COMMISSIONE,  che può esser misurata o in una cifra determinata a scaglione, ovvero in una percentuale sulla somma affidata, ed in questa tipologia di credito è concepibile che la Banca applichi detta provvigione sul massimo della somma che ha erogata in vece del committente nel periodo  di tempo prefissato.

L’APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE, invece, rappresenta una somma di danaro che la Banca mette a disposizione di un cliente (debitore), che lo stesso può o non può utilizzare con sistema REVOLVING (né più ne meno che come con una carta di credito), senza alcun mandato di commissione, tanto è vero che detto tipo di credito può esser concesso sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, ed è un negozio che impone “l’obbligo della banca di tenere a disposizione i mezzi sufficienti a soddisfare le esigenze del correntista.”

Tra l’altro il Goisis nel testo citato, nel precisare che la Banca ha la facoltà di revocare l’Apertura di Credito in ogni  momento  e invitare il Cliente  a rimborsare quanto scoperto, avvisa che “Se invece l’invito è soddisfatto,  al rientro in  conto corrente può accompagnarsi lo sviamento  della clientela che si ritenga disturbata dalla richiesta,  e ciò  fa abbandonare le relazioni e pregiudica i rapporti con la clientela;” e ripropone la affermazione del Prof. Ugo  CAPRARA “In condizioni simili, offrire credito a scadenza indeterminata, nella fondata presunzione  di doverlo bruscamente interrompere per porsi in grado di soddisfare richieste di rimborsi di depositi, sarebbe come dichiararsi sforniti della più elementare esperienza bancaria, e quindi inetti a percepire quella forza repulsiva che una Banca finirebbe con l’esercitare su una serie crescente di imprese quando essa  fosse costretta, per mere necessità di cassa,  a valersi sistematicamente della facoltà di tagliare il credito alla clientela”.

Tutto quanto detto è confermato dagli artt. 1842 e 1843 del C.C

Ed io aggiungerei che richiedere il rientro del credito da parte di una Banca può preoccupare la totalità della clientela circa la capacità di cassa della banca stessa, e far paventare che ci si trovi in una situazione analoga a quella accaduta tempo fa in Argentina.

Pertanto, la tanto discussa COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO, concepibile per il negozio del FIDO, nella Apertura di Credito in Conto Corrente non è assolutamente contemplabile per incompetenza negoziale.

Diversa invece l’ipotesi di una penale a favore della Banca ed a carico del debitore che abbia utilizzato per intero la somma messagli a disposizione, ad evitare che il debitore superi il limite concordato e come penale aggiuntiva, quella percentuale di maggiorazione per qualsiasi eccedenza non autorizzata.

Mentre nel caso del FIDO la percentuale della COMMISSIONE non può considerarsi maggiorazione del tasso debitore, perché rappresenta la remunerazione di un servizio, nell’Apertura di credito in Conto Corrente detta percentuale, comunque chiamata, va a sommarsi al tasso debitore anche se l’incidenza può risultare variabile o addirittura irrisoria, e quindi automaticamente rappresenta un aumento surrettizio non contrattualizzato e quindi abusivo del tasso debitore negoziato.

Il GOISIS ripropone  ALTRESI’ LO SCRITTO DEL  Prof.  EINAUDI che precisa che le Aziende di credito esistenti in Italia “… non paiono  né poche né troppe. Sono troppe tutte quelle Casse e Banche che sono amministrate da  asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la Banca per amor del prossimo. Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, e in altri centri  dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompare danari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, ove gli Istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca.”

E purtroppo devo dire che ormai da decenni il Settore del credito è amministrato sempre più da asini, ingordi e dilettanti, i quali, servi stupidi, lavorano senza professionalità, preparazione e onestà mentale, in cambio del “buffetto sulla guancia”,  per quegli ignoti individui  che, costituitisi in Fondazioni bancarie, intascano soldi senza ritegno, senza rischiare il proprio denaro e la propria faccia, ed  estorcendo capitali anche a coloro che con fatica hanno racimolato un po’  di risparmio in decenni di lavoro che essi non hanno mai fatto.

Molti di detti individui, poi,  sono coloro che direttamente o indirettamente riescono ad avere parola impositiva nel nostro Parlamento, coloro che riescono ad imporre in modo tutt’ altro che “democratico” i famosi “governi tecnici”, grazie ai quali, ogni legge a salvaguardia del cittadino viene stravolta successivamente dai solito Decreti legge che  entro 60 giorni vengono ratificati con Leggi. E se anche queste non andassero ancora bene al Settore del Credito, abrogate da Decreti legislativi emessi dal Governo, generalmente “Tecnico”!

CLASSICO ESEMPIO: Legge (Parlamentare) 7.3.1996 n. 108 , così  detta   “Legge antiusura”, che tra l’altro rimarcava l’articolo 644 del Codice Penale, dopo che fu prorogata l’emissione del primo Decreto Ministeriale in ordine a quei Tassi medi a base del calcolo del Tasso Soglia di Usura da 120 giorni  (7.7.1996) a  376 giorni (22.3.1997), ci trovammo dopo oltre 4 anni e mezzo alla emanazione del decreto legge (“norma provvisoria ed urgente” emessa dal Governo Amato dietro proposta del ministro del Tesoro Visco,  Presidente della repubblica, Ciampi – noto il loro legame con il settore del Credito) 29.12.2000 n. 349, definita all’occorrenza “Interpretazione autentica della Legge 7.3.1996 n. 108” emessa successivamente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 14899/2000 che rendeva retroattiva detta Legge, Decreto che si apre con le seguenti parole (onde giustificare l’iniziativa con il secondo comma dell’art. 77 della Costituzione) “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni in materia di tassi d’interesse usurari,  anche in considerazione degli effetti che la sentenza della Corte di cassazione 14899/2000 può determinare in ordine alla stabilità del sistema creditizio nazionale.”

Detta affermazione fa capire tante cose:

A)  che se il Settore del Credito, come tutta la cittadinanza sa, dovesse addebitare interessi usurari, non sarebbe perseguibile penalmente ai sensi dell’art 644 c.p., perché c’è da salvaguardare la “stabilità” del sistema creditizio, e le vittime debbono quindi sottostare;

B)     che se il Settore del Credito applica un interesse creditore dello 0,001% pari all’1 per mille, e l’interesse debitore è pari al 14% non siamo in sistema di usura,  e questo per  “salvaguardare la stabilità del sistema creditizio”, anche perché ai sensi dell’art. 1 di detto decreto, convertito in legge 28.2.2001 n. 24 in modo del tutto restrittivo, conterebbe ciò che sarebbe stato stipulato originariamente, in barba ai decreti ministeriali emessi ai sensi della citata legge 108/96;

E io aggiungo che il sistema creditizio guadagna dal 29,00% al 56,00% con i nostri depositi ai quali riconosce lo 0,001% (1 per mille), oltretutto fagocitato da spese da capogiro ed ingiustificate, su numerose operazioni, come:

-         il Credito personale con la trattenuta del quinto dello stipendio;

-    il Credito concesso dalle finanziarie, loro figlie, dalle quali andare anche se “si ha qualche problemino” creato dalle Banche stesse;

-         il gioco di borsa ( che se va male provvedono a cartolarizzare i loro crediti gonfiandoli e non permettendo al debitore di verificare la veridicità delle pretese );

-         il gioco di cambio di valuta straniera;

-         le assicurazioni Vita

-         e tante altre diavolerie (MY WAY, FOR YOU, Bond argentini, Parmalat, Cirio , Giacomelli),

Ci domandiamo: E’ TUTTO QUESTO UN COMPORTAMENTO USURARIO O NO?

E’ altresì comportamento usurario spingere la gente ad indebitarsi a dismisura, causando l’impossibilità dei debitori di provvedere ai pagamenti e conseguentemente vender loro la casa e quant’altro, scopi raggiunti col sudore della fronte e tantissimi sacrifici?

Bersani ha fatto una Legge zoppa, secondo la quale non erano più dovute le penali di estinzione anticipata.

Legge zoppa, perché ha delegato l’ABI – Associazione Bancaria Italiana, a mettersi d’accordo con le Associazioni dei consumatori: e chiaramente l’ABI, in barba alla legge zoppa, ha badato ai propri interessi e del Settore, in pratica senza del tutto abolire detta penale, ma gestendola a scaglioni periodali.

Identicamente,  tornando sull’argomento, è il Disegno di Legge Bersani sulle liberalizzazioni e la abolizione della COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO, o qualcosa del genere, che rappresenterebbe comunque l’abolizione del “compenso” che la Banca richiede come rimborso per il rischio del credito accordata al cliente, e che sarebbe stata accolta come uno dei “PUNTI DI FORZA”  sbandierati dal Ministro alla Sviluppo Economico.

In data 6.6.2007 invece, come si legge sulla stampa del 7 successivo, è stato approvato un emendamento presentato dal relatore Andrea Lulli, Deputato Toscano dei Democratici di Sinistra , che modificherebbe proprio questa parte del provvedimento secondo il quale “LE CLAUSOLE DI MASSIMO SCOPERTO SONO NULLE; SALVO CHE IL CORRISPETTIVO PER IL SERVIZIO DI MESSA A DISPOSIZIONE DELLE SOMME SIA PREDETERMINATO, UNITAMENTE AL TASSO DEBITORE PER LE SOMME EFFETTIVAMENTE UTILIZZATE,  CON PATTO SCRITTO NON RINNOVABILE TACITAMENTE E PROPORZIONALE ALL’IMPORTO E ALLA DURATA DELL’AFFIDAMENTO RICHIESTO DAL CLIENTE”.

Detto emendamento, oltre a fare ipotizzare, come afferma giustamente il nostro Presidente Dott. Elio Lannutti, che sia stato “scritto sotto dettatura dalle Banche e non ci piace”, permette di mantenere sotto altra definizione detta commissione, in modo tale che nessuno possa ipotizzare la maggiorazione surrettizia del tasso debitore.

Che il Sig. Andrea Lulli, deputato DS toscano, si senta tanto trasportato a fare risparmiare alle Banche almeno 700/800 milioni di Euro togliendoli dalle nostre tasche, dopo gli scippi giornalieri che queste fanno, (se anche  di un solo  euro a milioni di correntisti ,fate il conto), è veramente  indemocratico e IRRESPONSABILE, ma anche incivile e CONTRARIO AD OGNI PROGRAMMA DI RIPRESA ECONOMICA, che chiaramente questo Governo, col  sistema di tipo Stalinista o Fascista che dir si voglia, vuole distruggere a tutti i costi per creare solo due classi sociali : i ricchi oligarchi partitocratrici, e la gleba poverissima, come all’epoca medievale; vista in questa ottica la situazione,  si comprende bene che ragione abbiano di sollecitarci a pensare , ricordare, discutere, fatti che accaddero qualche secolo fa, “acculturandoci”  in modo da non farci percepire né pensare la  DEMOCRAZIA PERDUTA.

 

Vedi anche 

http://www.federicolippi.it/content/view/147/1/

 

                                                                                                                                             .

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 30 marzo 2008 )