Segnalazione illecita a Centrale rischi Bankitalia, la Banca condannata a risarcire danno
Scritto da Federico Lippi   
mercoledý 26 gennaio 2011

 

Mentre le banche,spalleggiate dalla Banca d’Italia che tutela gli esclusivi,spesso illegittimi interessi dei banchieri, continuano nelle loro reiterate vessazioni, negli ordinari abusi e soprusi quotidiani, allargando i cordoni della borsa a clienti particolari come Zalesky e Zunino, elargendo loro miliardi di euro di denari dei depositanti senza alcuna garanzia reale,perché al contrario centellinano il credito alla clientela comune alla quale chiedono garanzie stratosferiche pari al 300-400% l’accordato, come risulta dall’ultima indagine del Censis, che ha confermato addirittura un aumento di garanzie reali nella concessione dei fidi, superiore al 35% rispetto ai 12 mesi precedenti, la loro arroganza viene sempre più spesso punita dai tribunali della Repubblica.



L’ultima sentenza emessa lo scorso Novembre 2010,tra le prime innovative in Italia destinato a fare scuola, da parte del Giudice Unico del Tribunale di Campobasso,dott. Michele Russo, ha condannato l’ex Banco di Napoli a risarcire oltre 25.000 euro di danni morali e materiali ad un proprio correntista, oltre interessi e spese legali per l’illecita segnalazione alla Centrale Rischi di Bankitalia.


L’illegale prepotenza della banca,censurata dal Tribunale,nasce nel 2006, allorquando un professionista-consumatore di Campobasso, correntista dell’ex Banco di Napoli,oggi Banca Intesa-San Paolo operante nel capoluogo regionale, avvalendosi delle consolidate sentenze di Cassazione che aveva dichiarato illecita la pratica dell’anatocismo,iniziava un azione di recupero per somme illegittimamente percepite in conseguenza dell'applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi,spese e commissioni,citando la banca davanti al Tribunale di Campobasso.


Nelle more del processo la banca,pur ben al corrente della consolidata evoluzione giurisprudenziale in materia di anatocismo a suo tempo sollevata dall’Adusbef che ha visto riconoscere vittoriose le sue tesi fino all’ultima sentenza delle Sezioni Unite di Cassazione n. 24418/2010, provvedeva come rappresaglia a richiedere il rientro immediato delle somme a debito (secondo il proprio conteggio,ma non secondo il conteggio del correntista, per il quale vi era addirittura un credito) con la segnalazione alla centrale rischi di Bankitalia.


Il correntista, difeso dal delegato Adusbef di Campobasso avv. Carmine De Benedittis, chiedeva al Tribunale del capoluogo molisano un provvedimento di urgenza in relazione all'art.700 del codice di procedura civile,per la cancellazione di questa illegittima segnalazione,ed ottenuto favorevolmente il provvedimento cautelare, la causa veniva riassunta,sempre davanti al Tribunale di Campobasso, per il risarcimento dei danni morali e materiali conseguenziali ad abusi e quotidiani soprusi di un sistema bancario così prepotente, vile e strafottente nei confronti dei propri utenti,perché ben protetto dall’ufficio di Vigilanza della Banca d’Italia che non sanziona mai tali intollerabili comportamenti.


La fondatezza di tali giuste istanze del correntista,che ha portato ad una ineccepile condanna della banca al pagamento dei danni morali e materiali arrecati allo stesso quantificati in oltre 25.000 euro oltre accessori di Legge e spese processuali, deve portare la Banca d’Italia ad una profonda meditazione sulle sue omesse attività di vigilanza preventiva sui quotidiani abusi bancari, essendo inammissibile che i signori banchieri si comportino,e si siano comportati nel caso di specie, come quei gangster degli anni trenta,che utilizzavano la legge del taglione: non reclamare i tuoi sacrosanti diritti, perché altrimenti ti ammazzo (economicamente e bancariamente,s’intende !).

22/01/201

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 26 gennaio 2011 )