IL CASO n.1 . SocietÓ Finanziaria applica indisturbata un tasso effettivo annuo del 1855%
Scritto da Federico Lippi   
venerdý 30 aprile 2010

euro

Molti utenti dei servizi bancari e finanziari ci scrivono mail sconsolate o disperate, i casi sono i più disparati , ma in questo momento particolare mi sembra di poter dire che rapporti maggiormente conflittuali sono  quelli che si intrattengono con le Finanziarie, che poi nella quasi totalità altro non sono che emanazione dei gruppi bancari di rilevanza nazionale, tanto  che spesso   l'utente che  telefonasse si sentirebbe recitare bel bello dall'altra parte  delle telefono il nome  della Banca di riferimento.

E' purtroppo  in aumento l'uso  che questi signori arrivino a pretendere ,  in caso di ritardato pagamento da parte del cliente  di già onerose rate per prestiti al consumo, cifre  da capogiro, del tutto avulse dalle norme dello Stato, alle quali norme invece, volenti o nolenti, anche esse sono sottoposte,  arrivando addirittura a tenere in non cale le istruzioni della Banca d'Italia,  sino ad inventarsi sistemi di calcolo di interessi di mora, penali e costi aggiuntivi che maturano e lievitano come per magia.

L'ultimo caso in ordine di tempo è paradigmatico e ve lo espongo in breve

 

 

Abbiamo un utente  che deve una rata di circa 276 euro al mese,  ne ritarda il pagamento di 4 giorni.

L'onere per il ritardato pagamento definito  "onere esattoriale" , risulta essere di 57 euro. Non sto scherzando, 57 euro per 4 giorni sulla rata,  significa che il tasso effettivo annuo  è pari al 1895%.

Attivati dal nostro iscritto, abbiamo cercato  di avere un  contatto chiarificatore con la Società Finanziaria, mediante una lettera. Non abbiamo ricevuto risposta, ma   nei confronti dell'associato  sono stati intensificati quei  solleciti  che arrivavano  già precedentemente via sms anche di notte, solo che  questa volta l'ultimo messaggio è stato di tipo  chiaramente minatorio e credo si possa definirlo anche estorsivo, senza tema di errore.

Abbiamo tentato, sempre pro bono pacis, di instaurare un contatto telefonico con l'operatore della pratica,  questi ha cercato da subito in ogni modo di non faci parlare, urlandoci sulla voce, e   quando ci siamo appellati alla Legge ed in particolare al codice penale art 644 , ed  alle precise istruzioni della Banca di Italia in materia , ricordando che vi sono sottoposti anche loro,  ha ribattuto che non aveva "tempo da perdere", e con grazia  e gentilezza ha buttato giù la cornetta.

Ovviamente questa  Delegazione si riserva le dovute azioni  penali ai sensi del 644 cp.

Ma riteniamo di aver fatto cosa utile nel mettere gli utenti a conoscenza di simili metodi di lavoro, nella speranza di  contribuire alla loro  " migliore formazione economica - finanziaria" e anche alla  loro " migliore consapevolezza dei rischi e delle opportunità del mercato ",   questo per limitare la "incompetenza" rilevata  varie volte da ABI e Banca di Italia da parte degli utenti, vera causa a detta di costoro, dei danni subiti dalle famiglie italiane.

Ovviamente  pubblicheremo altri casi ,  saranno come delle illustrazioni di un libro ideale che , ne siamo certi , acculturerà il cittadino /utente  sulle metodiche in uso, questo sarà di utilità per tutti.

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( venerdý 30 aprile 2010 )