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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Bancomat: incompetenza o dolo? PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
domenica 23 settembre 2007

Bancomat: dobbiamo denunciare una palese anomalia nella organizzazione  dell’uso del Bancomat, anomalia che comporta disagi  gravi  per gli utenti delle carte  di cui parliamo.  Analizzando  l’iter seguito dalle Banche nella organizzazione del servizio Bancomat, il sospetto di incompetenza o dolo  da parte delle Banche organizzatrici, appare giustificato.

Sono state in origine le Banche stesse ad organizzarsi le carte Bancomat per il prelievo diretto da parte della clientela sino alla  concorrenza di 1500 euro al mese, ufficialmente per snellire le file agli sportelli, in realtà perché  volevano ridurre significativamente il personale.

Inizialmente la sua utilizzazione era gratuita per la clientela, ma col tempo si sono attuati per gradi una serie di  furbi aggiustamenti, grazie alla organizzazione di una società la Mastercard,  insieme alla nota  Visa electron, si ebbe così  che  la operazione di prelievo era  gratuita solo presso lo sportello automatico della agenzia emittente, mentre  si introduceva il costo di 2.56 euro presso tutti gli altri sportelli.

 

In un secondo momento ci si è inventato un canone annuo per il servizio Bancomat da pagare ovviamente presso agenzia emittente, poi la stessa cifra del canone annuo è stata trasformata in canone mensile. A questo punto si introduce una piccola variazione ; mentre prima ogni cassa automatica , a richiesta del cliente , ad ogni operazione effettuata ed ovunque venisse effettuata la operazione, emetteva uno scontrino che oltre a registrare la operazione effettuata forniva la cifra  del residuo mensile ancora da utilizzare, ora nella maggior parte degli sportelli questo ulteriore dato non viene più riportato, anche se tutti questi sportelli in realtà fanno parte dello stesso circuito.

Attualmente da circa due anni presso la Banca d’Italia è stata istituita una centrale rischi denominata CAI.

Su questa in automatico vengono segnalati i titolari che utilizzando il proprio Bancomat sforano la capienza mensile o addirittura la capienza di conto, oltre che gli assegni scoperti.

Chiaramente il nuovo  sistema delle Banche di non segnalare quanto meno il dato della capienza mensile, porta molti clienti a sbagliare in buona fede, moltissimi non sono in grado di rendersi conto in effetti se stanno scantonando, e il CAI è in agguato.

Ci si chiede e con diritto, ma una simile organizzazione è stata architettata per incompetenza o per dolo? Noi propendiamo per la seconda soluzione. Infatti tutti i clienti iscritti al CAI vengono automaticamente definiti clienti inaffidabili. Il cliente inaffidabile è quello che non ha diritto a ricevere alcun credito da parte di nessuna Banca, è quello che facilmente si vedrà cartolarizzato anche un piccolo credito da parte della propria Banca col risultato che aumentano le possibilità che dopo alcuni anni ci si ritrovi fra capo e collo notificato un decreto ingiuntivo, e sappiamo che è una evenienza che può portare a gambe per aria più di una persona.

Allora ripeto, che ne dite: “ Si tratta di incompetenza o di dolo?

Ultimo aggiornamento ( domenica 23 settembre 2007 )
 
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