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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Comunicato stampa Adusbef- Mutui subprime PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
domenica 16 settembre 2007

MUTUI SUB-PRIME: NONOSTANTE L’AZIONE CONCERTATA DEI POMPIERI (BANCHE CENTRALI, F.M.I.,BANCA MONDIALE ) TENTI DI RASSICURARE, I MERCATI NON SI CALMANO ED A LONDRA I RISPARMIATORI DANNO L’ASSALTO AGLI SPORTELLI TEMENDO PER I LORO DEPOSITI.

AUTORITA’ MONETARIE SERIE E GOVERNI DEL G7, DEVONO METTERE SOTTO CONTROLLO SIA LA FINANZA DERIVATA, CHE CON UNA ESPLOSIONE DI 400.000 MILIARDI DI DOLLARI, CONTRO UN PIL MONDIALE DI 38.000 MILIARDI DI DOLLARI USA, E’ LA GENESI DELLA CRISI, CHE LE SPREGIUDICATE BANCHE D’AFFARI E LE AGENZIE DI RATING.


Nonostante l’azione concertata dei pompieri, che da una parte tentano di tranquillizzare con raccomandazioni al cloroformio, mentre dall’altra immettono massicce dosi di liquidità quotidiane, i mercati non si calmano ed a Londra i risparmiatori danno l’assalto agli sportelli temendo che la crisi dei sub-prime, che ha dispiegato i suoi effetti nefasti anche in Italia sia sui fondi comuni, sul TFR dei lavoratori e sul rincaro dell’Euribor, ad invarianza di manovra da parte della BCE nell’ultima seduta del 6 settembre,possa bruciare i risparmi depositati.

Le filiali della Northern Rock, il quinto istituto creditizio britannico, specializzato nei mutui immobiliari di Londra, sono state infatti prese d'assalto dai risparmiatori,dopo che la banca è entrata in crisi di liquidità per l'incapacità di rifornirsi sul mercato interbancario,con un ritiro dei soldi depositati valutato dal Financial Times ipari ad un miliardo di sterline, circa il 4% dei depositi complessivi.

Se le colpevoli autorità monetarie, a cominciare dalle banche centrali passando per il Fondo Monetario, non chiedono ai Governi del G7 di mettere sotto controllo la finanza derivata, la gallina dalle uova d’oro ideata con finalità speculative ed abusata dalle grandi banche d’affari in connubio ed in rapporto incestuoso con le agenzie di rating, per ingrassare mediante la leva esponenziale sfuggita ad ogni controllo i loro pingui bilanci (30 miliardi di dollari l’anno solo le commissioni incamerate su swap e derivati), la crisi dei mercati si trascinerà ancora per molto tempo ed i depositanti raggirati, potranno replicare la crisi di panico dei risparmiatori londinesi. 

Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, chiedono alle autorità giudiziarie di indagare sul conflitto di interesse tra le agenzie di rating e le banche di affari, ma nel contempo chiedono anche al CICR ed alle autorità di mercato, maggior rigore e serietà perché non si può affermare, come è stato fatto di recente, che banche italiane, Fondi ed assicurazioni siano immuni dai rischi indotti dei sub-prime e dei prodotti derivati, quando si registra una esposizione pari solo all’1,3% !.

Se anche il Governatore Draghi,a margine dell’Ecofin di Oporto, afferma che occorra prudenza, e prima di dire che il peggio è passato dopo la crisi dei mutui subprime, bisogna attendere «i risultati trimestrali della banche»,aggiungendo che «Solo dopo aver conosciuto questi dati ne sapremo un po' di più. Dire che questa è la fine della storia non sarebbe corretto», nonostante «le banche italiane sono poco esposte e non destano particolari preoccupazioni». Ma l’indice della faccia tosta spetta al presidente della BNL Abete, quando, sempre oggi ad Oporto,ha affermato che BNP Paribas ha protetto i risparmiatori.

Questa banca francese, che assieme ad alcune reti di distribuzione ha frodato tanti risparmiatori inducendoli ad acquistare tranquilli fondi monetari, spacciati per sicuri ma infarciti di sub-prime, risponderà in giudizio perché deve finire il tempo in cui le banche si permettono di raggirare migliaia di risparmiatori,bruciando spesso il sudato risparmio di una dura vita di lavoro.

Adoc,  Adusbef, Codacons, Federconsumatori

Roma,15.9.2007
Ultimo aggiornamento ( domenica 16 settembre 2007 )
 
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