| |
A PRESCINDERE
DALLE DECISIONI BCE. ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI DENUNCIANO TALI
COMPORTAMENTI TRUFFALDINI, CHE ANTICIPANO I RIALZI BCE SUI
PRESTITI, IGNORANDO DI TRASFERIRE ANOLOGHI AUMENTI SUI DEPOSITI, A
ANTITRUST ITALIANO ED EUROPEO,CHIEDENDO L’ INTERVENTO DI BANKITALIA, BCE
E GOVERNO, A TUTELA DELLE FAMIGLIE SEMPRE PIU’ INSOLVENTI.
“Rendimenti in flessione all'asta dei titoli di Stato a medio e lungo
termine promossa dal Tesoro il 30 agosto 2007. L'operazione ha visto il
nuovo BTp decennale (scadenza febbraio 2018) assegnato ad un tasso
annuo lordo del 4,55%, in flessione di 0,19 punti rispetto all'asta
precedente. In calo anche i tassi sul BTp triennali fissato al 4,19%
(-0,24 punti) e sui Cct assegnati al 4,17% (-0,17 punti”.
Mentre le
leggi del mercato sembra abbiano funzionato sull’asta dei titoli di
Stato,i cui rendimenti in ribasso hanno tenuto conto della decisione
BCE di aver congelato il previsto aumento dal 4 al 4,25 % del tasso di
riferimento nella seduta del 6 settembre 2007, non funzionano
analogamente per la “casta dei banchieri padroni dell’Euribor”,c he
hanno già previsto di aumentare il costo del denaro come al solito in
anticipo, su mutui, prestiti, impieghi, sfilando ingenti somme dalle tasche
dei consumatori.
Poiché l’Euribor , il parametro utilizzato
dalle banche per adeguare i mutui a tasso variabile, ha registrato
significativi aumenti dello 0,20-0,30 per cento ad agosto, attestandosi
finora al 4,45-4,75 per cento (lo spread delle banche sui mutui
indicizzati varia dallo 0,70-0,90%), si profila una ulteriore stangata
per circa 3,2 milioni di famiglie, che fidandosi dei cattivi consigli
delle banche, hanno stipulato mutui a tasso variabile, contro il 9 per
cento (300.000) che hanno lottato per spuntare irripetibili tassi
fissi, a prescindere dalle decisioni BCE del 6 settembre 2007.
E’
l’effetto del vizietto truffaldino degli istituti di credito (specie
operanti in Italia,che già lucrano 1 punto in più sui mutui, rispetto
alla media applicata dalle banche europee), che anticipano ogni piccolo
sentore di aumento BCE del costo del denaro,con rincari tempestivi su
mutui, prestiti, fidi e la griglia degli “impieghi”, dimenticando di
adeguare, così come previsto perfino dalla legge Bersani, i tassi sui
depositi e librettini di risparmio delle famiglie, fissate
all’irrisorio tasso da “presa in giro” dello 0,0015 %. Poiché
tali comportamenti non derivano dal “mercato”, ma dall’”abuso di
mercato”, Adusbef e Federconsumatori hanno inviato una dura lettera di
protesta all’Antitrust italiano ed europeo ipotizzando l’ennesimo
accordo di cartello, chiedendo l’immediato intervento anche a Bankitalia
e Governo, per impedire che famiglie già rovinate dai cattivi ed
interessati consigli delle banche, sia quando devono investire i loro
risparmi che quando devono chiedere un prestito, che rischiano di
aggiungersi a 450.000 mutuatari con stipendio fisso già insolventi, che
non hanno potuto più onorare le rate per gli 8 aumenti consecutivi BCE
in 18 mesi, vengano ulteriormente taglieggiate
Famiglie già in
grande sofferenza, che hanno tirato la cinghia per coronare il
sogno dell’acquisto della casa di abitazione, vedranno così aumentare da
oggi le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a
163 euro l’anno, per un mutuo di 100.000 euro,mentre un mutuo di
200.000 con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate,
da 326 euro a 656 euro l’anno,senza contare che la quasi totalità delle
banche, impongono l’apertura del conto corrente per erogare il mutuo e
che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di mutui, in
precedenza gratuite.
Famiglie già penalizzate dall’assenza di
concorrenza delle banche in Italia, che devono pagare rate più salate
di 1 punto,rispetto alla media UE (tassi sui mutui regolati al 5,67% in
Italia contro 4,72 % UE), con un aggravio di rata fino a 707 euro in
più,quindi 22.000 euro per un prestito di 100.000 euro,che supera
30.000 euro per mutui più corposi,stavolta letteralmente taglieggiate
non per le decisioni BCE,ma per l’interpretazione arbitraria del
mercato, che costituisce un vero e proprio “abuso di mercato”.
Roma,1.9.2007
03/09/2007
|
|