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Da tecnico bancario
, Delegato di Adusbef e quale CTP (
Consulente Tecnico di Parte ), ho potuto rilevare che nei contratti di mutuo e
di finanziamento, negli allegati capitolati, altrimenti detti condizioni
generali, da almeno due decenni viene inserita una clausola secondaria
secondo la quale non vengono più accettati , per nessun motivo, pagamenti
parziali di quanto ratealmente un debitore deve alla Banca.
La motivazione è del tutto incomprensibile a
prima vista. Poi si spiega con la scelta
all’epoca fatta di dismettere, oltre che gli uffici legali, anche gli
uffici contabili interni agli Istituti delegando, con altissimi costi di
cosiddetta “consulenza” a ditte esterne, spesso create appositamente
il lavoro relativo, come accaduto con il “Recupero dei crediti”.
Il Settore del Credito è arrivato a queste decisioni che si
sarebbero rivelate poi infauste, come vediamo,
spinto anche da un grave fatto : ci si è dedicati e ci si è proiettati del
tutto sulla “macroeconomia”,
dimenticando così , visto che i contabili vecchia maniera non ci sono
più, che i pagamenti parziali possono essere imputati, basta solo essere in grado di applicare la formula finanziaria che è la seguente :
pagamento parziale
Quota in c/to Debito Scaduto =
----------------------------------------
1+(tasso* numero giorni/36500)
Pagamento parziale –quota in c/to Debito Scaduto = interessi
sulla quota di debito scaduto.
Il fatto come già detto, è di una gravità estrema per un
doppio motivo :
--. Anzitutto in questo modo il Settore del Credito
risulterà, non accettando i pagamenti parziali, ancor di più esposto per
liquidità a paragone dell’ ambito europeo e mondiale, come già di fatto è.
--. In secondo luogo declassificando i loro bilanci,
riescono a giustificare in modo anomalo la minore imposizione fiscale
versata, con sofferenze sia
ingiustificate, sia dolosamente create.
Il tutto a scapito dell’interesse della collettività.
Infatti è ormai evidente a tutti che quello che vado dicendo da sempre e che ho
scritto anche in un mio recente articolo
è vero : il settore del credito è il
reale e consistente evasore fiscale in Italia,
grazie alle cosiddette sedi leggere, le spese per le consulenze esterne,
i crediti fittiziamente insoluti, riduce in modo spropositato i propri utili.
Che poi, considerate
queste “ astuzie” per anni operate ai danni della collettività , gli italiani
debbano anche inghiottire il rospo di un possibile utilizzo delle scorte della
ipotetica riserva aurea, non è assolutamente accettabile.
Tenete presenti al
riguardo questi fatti che vi vado ad
esporre .
Quando lavoravo al Servizio Legale dell’Imi, fui incaricato
ai primi del 1985, di studiarmi tutta la documentazione inerente il Prestito
USA, definito “ European Recovery Programm”, concesso al tasso politico dello
0,50%, a tutti i paesi europei vittime del nazismo e danneggiati dalla seconda
guerra mondiale per la ricostruzione
delle aziende, delle industrie e per la
ripresa economica di detti Paesi.
Dalla documentazione e dalla contrattazione da me reperita,
risultò che il termine del 30 Giugno 1985, per la totale restituzione dei
prestiti, poteva essere, a richiesta del Ministero del Tesoro, prorogato di
altri 4 anni al medesimo tasso, e in
tale senso procedetti con una richiesta al Consiglio di Amministrazione per il
passaggio della “richiesta di disposizione” al Ministero, ma dovetti fare
presente al nostro Consiglio che da
quella documentazione difficoltosamente reperita, era emerso che l’Italia si
era nel frattempo indebitata ulteriormente
con la Germania per soddisfare gli impegni con gli USA, dando a garanzia
di quel prestito in pegno tutta la propria riserva aurea.
I prestiti alla Germania
dovevano essere rimborsati entro il 1995 e a me risulta che almeno fino al 1993, siano stati regolarmente
rimborsati, dopo quella data non ero più in Istituto e non conosco il resto
della storia. Come non so se la Riserva
Aurea dichiarata dal governo sia integrale o meno. So che il personaggio che
attualmente ci governa, già quando era in Europa, richiese la totale abolizione
delle riserve auree per rendere esclusivamente virtuale la moneta in corso.
Infatti, per venire ai giorni nostri, di recente la Banca
d’Italia ha reso pubblico il Piano di Migrazione del Sistema bancario Italiano
al SEPA ( Single Euro Payements Area).
Tutto il sistema dei pagamento dell’area euro effettuati con
strumenti diversi dal contante, verrà armonizzato.
Hanno per questo creato un Comitato Nazionale di Migrazione
al SEPA, presieduto dall’ABI e dalla Banca d’Italia che dovrà studiare i
provvedimenti e gli atti giuridici necessari per rendere omogenei i sistemi di
pagamento e le tecniche interbancarie.
Le implicazioni ed i pericoli che questo cambiamento del sistema monetario implica, sono intuibili, comunque saranno oggetto di un prossimo approfondimento.
Approfondimento necessario soprattutto in previsione delle notizie che stanno emergendo in ordine al criminale progetto della Banca Universale che, rappresentando un TRUST, impedirebbe lo sviluppo della libertà, della democrazia e dei diritti umani in tutto il mondo.
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