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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Da sede centrale Adusbef PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
lunedì 23 aprile 2007


MUTUI: L’ACCORDO SULLE PENALI DATO PER RAGGIUNTO DALL’ABI,OLTRE AD ALLONTANARSI, PUO’ ANCHE CONFIGURARE FALSA COMUNICAZIONE AI MERCATI. COME MAI LA  DISTRATTA CONSOB, SEPPUR INVITATA A INTERVENIRE, ANCORA TACE ?

“L'Associazione Bancaria Italiana e dodici associazioni dei consumatori si avviano a siglare un accordo per stabilire, come previsto dal decreto Bersani, il livello massimo della penale per l'estinzione anticipata dei mutui in essere, stipulati prima del 2 febbraio. E' quanto annunciato dai vertici dell'Abi al termine del comitato esecutivo che ha approvato tale ipotesi di accordo”. Agenzia Ansa, 18 aprile 2007,ore 13,25.

Nonostante non si fosse registrato alcun accordo al tavolo ufficiale, con le associazioni dei consumatori sulla “riduzione ad equità” delle penali che disciplinano la risoluzione anticipata del rapporto nei contratti dei mutui, il presidente dell’Abi Corrado Faissola ha voluto comunicare,a mercati aperti, una intesa “fantasma” con 12 associazioni iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori Utenti) abilitate a trattare ai sensi del Codice del Consumo,ex legge 281/98. Ma la fretta come si sa è sempre cattiva consigliera,

non tutte le ciambelle riescono col buco,e non sempre si riesce a vendere la pelle dell’orso (con tutto il rispetto per i plantigradi),prima di averlo catturato: tre proverbi che non hanno portato bene al signor Presidente dell’Abi,visto che l’accordo invece di avvicinarsi si allontana, che molte delle 12 associazioni di consumatori, date per sicure, si stanno sfilando da una forzatura inaccettabile per un serio tavolo negoziale. Il CNCU (abilitato per legge a trattare alle associazioni iscritte) aveva fissato paletti ben precisi al negoziato previsto dal decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1° febbraio 2007 e convertito in legge lo scorso 2 aprile, all'articolo 7,dove prevede che le banche, contrariamente al passato, non potranno più applicare penali in caso di estinzione anticipata dei mutui casa. La nuova regola vale però per i soli mutui accesi dopo il 2 febbraio 2007, data di entrata in vigore del provvedimento. Per i mutui precedenti, la legge prevede che, nel termine di tre mesi - e dunque entro il prossimo 2 maggio - l'Abi (Associazione Bancaria Italiana) e le associazioni dei consumatori trovino un accordo per la «riduzione ad equità» delle condizioni che disciplinano la risoluzione anticipata del rapporto: una riduzione del 50% su tutte le penali con un tetto massimo del 50 per cento.

Le forzature inaccettabili dell’Abi,che ha cercato in tutti i modi di fare pressioni secondo le proprie convenienze per scegliersi,come di consueto,associazioni di comodo per firmare un’intesa capestro per i consumatori, hanno avuto l’effetto di un boomerang se delle 12 presunte associazioni, sulle 16 iscritte nel CNCU, restano a malapena 6 o 7 disponibili a sottoscrivere l’accordo che non riconduce ad equità le penali.

Adusbef e Federconsumatori,nel chiedersi come mai l’irresponsabilità dell’Abi abbia portato ad illudere i mutuatari,alle prese con problemi di insolvenza per i cattivi consigli delle banche che hanno consigliato tassi variabili al 90 per cento dei mutuatari,invece di irripetibili tassi fissi,che per effetto dei rincari BCE porta rate più salate di oltre 200 euro al mese, hanno chiesto alla Consob di sanzionare dichiarazioni false a mercati aperti,che possono anche aver condizionato i corsi di Borsa, sono tuttavia disponibili a raggiungere l’intesa purchè sia equa e rispettosa del mandato del CNCU (sconto del 50% su tutte le penali con un tetto massimo del’1,25 per cento sui tassi fissi),limpida ed alla luce del sole,invece di consuete trattative sottobanco con associazioni di comodo. Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Ultimo aggiornamento ( domenica 02 agosto 2009 )
 
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