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Mauro Novelli Il consiglio n. 67 Basilea 3: Investimenti .. PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
mercoledì 15 settembre 2010

Basilea 3. Investimenti: “ Liquidiamo tutto ? ”.

Attenzione ai suggerimenti interessati.

 

Basilea 3 è una serie di vincoli delle banche centrali facenti parte del Comitato di Basilea, rivolta agli istituti di credito dei paesi di riferimento.

In soldoni: gli istituti di credito devono mantenere un certo rapporto tra affidamenti e prestiti con alcune voci dell’attivo patrimoniale: cassa, riserve obbligatorie, titoli in portafoglio (di stato, garantiti, covered bond, obbligazioni bancarie ecc.). Circa le voci relative agli investimenti, le banche classificheranno i loro titoli a seconda che siano qualificabili come “disponibili per la vendita” o da “detenere fino alla scadenza”.

Tale valutazione è peraltro già presente a commento delle varie poste di bilancio.

Basilea 3 obbliga quindi le banche a legare la massa dei prestiti ai livelli di “cassa”, di “riserva obbligatoria” e alla qualità degli investimenti e, in funzione del rischio sottostante, indica in che percentuale ogni tipo di titolo contribuirà al ratio.


 

Obbiettivo dei nuovi vincoli è quello di tagliare alcune voci che, negli ultimi anni, sono state tenute poco sotto controllo: la destinazione degli utili (dividendi ecc.) e, soprattutto, la remunerazione degli amministratori. Dovendo ricercare miglioramenti patrimoniali, gli istituti bancari dovrebbero essere indotti a più economiche morigeratezze.

 

Alcuni problemi.

 

1)     Certamente il costo del denaro aumenterà: se occorrerà mantenersi nei rapporti di Basilea 3 e valutare le aziende che richiedono affidamenti secondo le indicazioni di Basilea 2, è plausibile che il credito si restringa e che, di conseguenza,  il suo costo aumenti.

2)     Il nostro paese ha provveduto con una azione improvvida quanto miope [ne conosciamo le ragioni], ad allentare la legislazione relativa ai bilanci, alla loro tenuta, alla loro correttezza ed a depenalizzare – in pratica – il falso in bilancio. Questo permetterà “accomodamenti” sia ai bilanci delle banche che a quelli delle aziende. Le prime cercheranno con quelle sistemazioni di rientrare in Basilea 3, le seconde cercheranno di imbellettare la loro situazione patrimoniale e finanziaria per “piacere” di più alle aziende di credito. Conseguenza: le banche sanno benissimo del maquillage di bilancio da sempre adottato dalle aziende  e saranno oggi ancor più diffidenti, restringendo ancor di più le erogazioni. Si diceva una volta che i bilanci di un’azienda sono tre: quello per il fisco, quello per la banca e quello vero. Oggi diventano quattro: si aggiunge quello per Basilea.

3)     Si dice che le banche italiane soffrono meno di quelle di altri paesi. In effetti, come canale di approvvigionamento di denaro, hanno privilegiato i depositi dei loro clienti – remunerati al livello di 0,0..- piuttosto che le grandi e rischiose operazioni di finanza internazionale. Saranno invogliate a far crescere i depositi (prima voce della tabella). Potrebbero farlo aumentando il tasso di remunerazione per il cliente (strumento corretto). Ma potrebbero anche spingere  i risparmiatori a liquidare loro posizioni in titoli, in attesa di tempi migliori e caricando le incertezze e le preoccupazioni per la situazione finanziaria internazionale per convincerli a tenere il capitale in conto (strumento scorretto).

 

I risparmiatori stiano in guardia.

 

 Mauro Novelli 14/09/2010

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 15 settembre 2010 )
 
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 Grazie per l’attenzione. Cordialità.

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