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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

BOND ARGENTINA: Banche, Abi e TFA ennesima presa in giro agli utenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
sabato 15 maggio 2010

COMUNICATO STAMPA

BOND ARGENTINA: MAI FIDARSI DELLE BANCHE,DELL'ABI E DELLA TFA ! ADUSBEF CONSIGLIA DI DARE DISDETTA ALLA TFA ED ADERIRE ALL'OPS.

Gli interessi dei banchieri non coincidono mai con quelli dei risparmiatori ed utenti dei servizi bancari,come dimostra la storia dei bond argentini appioppati, spesso fraudolentemente negli anni scorsi come sicuri a 450.000 famiglie per un controvalore di 14,5 miliardi di dollari, poichè analoghi ai ns. titoli di Stato.


Il sistema bancario italiano,dopo aver offerto consigli degli acquisti dei tango bond a centinaia di migliaia di famiglie italiane orfane dei Bot per la caduta dei tassi di interesse anche quando già conoscevano l'imminente fallimento della Repubblica Argentina, a volte in contropartita diretta - come dimostrano le sentenze dei tribunali di condanna delle banche- per scaricare sui risparmiatori titoli presenti nel loro portafoglio, volle istituire e finanziare la Task Force Argentina (TFA), con la finalità propagandistica di riparare agli errori e tutelare la clientela frodata.

Risultato

La TFA, l'associazione ideata dall'Abi e dalle banche presieduta dal dr. Nicola Stock ha avuto buon gioco a raccogliere le deleghe negli sportelli bancari di 180 mila obbligazionisti di titoli argentini in default, per un controvalore di 4,5 miliardi di dollari, con l'obbligo per gli aderenti di non chiamare le banche in giudizio e la promessa di un ricorso all'arbitrato internazionale ICSID, che a distanza di 5 anni dalla prima offerta pubblica di scambio (OPS) avvenuta nel 2005 deve ancora svolgere l'udienza a metà giugno 2010, solo per decidere se ha competenza giurisdizionale per questo ricorso.



E mentre la nuova ed ultima proposta denominata Par, per sanare la situazione del mancato rimborso delle obbligazioni argentine andate in default nel lontano 2001, prevede un'offerta di 19 miliardi di dollari di tango bond ancora in circolazione, per quasi un terzo (6 miliardi di dollari) in mano ai risparmiatori italiani dei quali 4,5 miliardi rappresentati dalla TFA con 180mila obbligazionisti, la Task Force dell'Abi ha valutato che la nuova offerta di swap proposta dalla Repubblica Argentina sarebbe peggiorativa, ma comportandosi come Ponzio Pilato,afferma che spetta agli obbligazionisti decidere se aderire o meno allo swap.


In un comunicato che analizza i termini finanziari dell'offerta di swap sui 19 miliardi di debito ancora in circolazione, Tfa infatti non dà raccomandazioni ma si limita a riscontrare tecnicamente che "dai dati sopra riportati risulta quindi confermato quanto previsto dalle Legge della Repubblica Argentina 26547 (del 9 dicembre 2009) art. 3, ai sensi della quale 'le condizioni ed i termini finanziari non potranno essere gli stessi o migliori di quelli offerti ai creditori nell'offerta del 2005'. Resta nell'autonomia decisionale dei singoli obbligazionisti ogni decisione sull'opportunità di aderire o meno alla nuova Ops".


Adusbef che ha ottenuto centinaia di sentenze di condanna delle banche nei Tribunali sui tango bond, consiglia di aderire all'offerta di swap dell'Argentina, che salvo proroghe, termina il 7 giugno 2010, mentre banche,Abi e Tfa, possono essere soddisfatte, perché dopo aver appioppato bond bidone a 450.000 famiglie per 14,5 miliardi ed aver illuso 180.000 risparmiatori-clienti nel ricorso miracolistico all' l'Icsid per prendere tempo e far scadere i termini prescrizionali di ricorso in Tribunale contro gli Istituti di credito, hanno perfezionato la presa in giro verso gli utenti e le famiglie doppiamente bidonate.

Ultimo aggiornamento ( sabato 15 maggio 2010 )
 
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