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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

CRISI GRECIA: ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI DENUNCIANO GOLDMAN SACHS A 10 PROCURE REPUBBLICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
lunedì 03 maggio 2010

COMUNICATO STAMPA

CRISI GRECIA: ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI DENUNCIANO GOLDMAN SACHS A 10 PROCURE REPUBBLICA. IN SEDE CIVILE,PER AVER FALSIFICATO CONTI GRECIA, CITERANNO GOLDMAN SACHS
SI CHIEDE DI  RISARCIRE 5,5 MLD EURO DI COSTO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI,GRAVAME 250 EURO A FAMIGLIA.

Goldaman Sachs, la banca americana già accusata,assieme ad altre banche di affari di frode fiscale ai danni dello stato per 4,3 miliardi di euro dalla Procura della Repubblica di Pescara nell'inchiesta denominata Easy Credit per il lavaggio dei dividendi, sotto inchiesta della Sec,del Governo americano, e di mezza Europa per aver frodato i clienti con i sub-prime e per aver speculato in modo illegittimo sui titoli legati al mercato immobiliare attraverso uno strumento denominato Abacus 2007-AC1, è stata accusata anche di aver falsificato i conti della Grecia con i prodotti derivati.


Goldman che con la sua squadra di lobbisti meglio inseriti ed influenti a Washington ed in tutto il mondo,ha speso l'anno scorso circa 2,8 miliardi di dollari per aggiustare l'informazione ed addomesticare i Governi, è stata accusata senza mezzi termini da Ben Bernake,capo della Fed di aver aiutato la Grecia ad occultare il suo deficit pubblico attraverso l'utilizzo di derivati. Secondo Bernanke anche la SEC (Securities and Exchange Commission) starebbe valutando il ruolo svolto da Goldman Sachs e da altre banche con operazioni su derivati con il paese ellenico.


Secondo quanto riportato dal "New York Times" le grandi banche di Wall Street avrebbero aiutato la Grecia ad occultare i suoi crescenti debiti per rispettare per molti anni i criteri di stabilità dell'Unione Europea,mentre Goldman Sachs avrebbe prestato alla Grecia già nel 2001, dopo il suo ingresso nella zona euro, alcuni miliardi di dollari che non sarebbero stati iscritti nel bilancio come passività ma trattati come una transazione valutaria.


Poiché la falsificazione dei conti della Grecia, comporta un intervento europeo e del FMI per 110 miliardi di euro e dell'Italia di 5,5 miliardi di euro,soldi necessari per non mandare a fondo la coesione monetaria europea ed a picco l'euro,Adusbef e Federconsumatori in un esposto denuncia inoltrato oggi alle Procure della Repubblica,hanno chiesto di aprire una indagine per verificare i risvolti penali della frode Goldman, che ha ricadute in Italia sulle condizioni di vita dei cittadini già truffati dalle banche, con un gravame di 250 euro a famiglia.


Con atti separati di citazione in sede civile, Adusbef e Federconsumatori chiederanno che Goldman Sachs,la banca dei derivati e degli utili allegri costruiti per mera avidità di profitto (ogni dipendente ha conseguito oltre 700.000 dollari di guadagno l'anno) e di speculazione sulle materie prime, petrolio,mais,soia,ecc. per creare profitti sulle rovine degli Stati e dei consumatori finali che pagano prezzi alterati, debba risarcire le famiglie italiane,per un controvalore di almeno 250 euro pro-capite fino alla concorrenza di 5,5 miliardi di euro.

03/05/2010

 
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