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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Riorganizzazione del sistema bancario e credito alle PMI PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
sabato 20 febbraio 2010

Comunicato congiunto ARCA – MoviSol

15 febbraio 2010 (MoviSol) – Il presidente dell'ARCA (Associazione Regionale Consulenti finanza Agevolata) Luca Matteja e il Segretario di MoviSol Andrew Spannaus hanno emesso il seguente comunicato congiunto in data odierna:

"Non c'è più tempo da perdere. Lo stato deve mettere a disposizione fondi ingenti per le piccole e medie imprese, se si vuole salvare l'economia italiana. La crisi finanziaria internazionale ha dimostrato che il sistema creditizio è dominato da meccanismi speculativi che non permettono alcuna visione a lungo termine per l'economia produttiva. La risposta alla crisi data dai principali governi e dalle banche centrali si è incentrata sul salvataggio di chi ha creato la crisi, mentre viene decimata l'economia reale. Occorre cambiare l'impostazione degli ultimi decenni che promuove l'attività a breve termine senza fare gli investimenti necessari per garantire il progresso economico e sociale.

Pertanto chiediamo al Governo ed al Parlamento di adottare alcune misure immediate:

1. Credito diretto alle PMI.
Lo stato metta a disposizione risorse ingenti attraverso un ente pubblico – per esempio la Cassa Depositi e Prestiti – da destinare a prestiti per le piccole e medie imprese nei settori produttivi dell'economia. I prestiti dovranno avere un tasso agevolato, tra il 2-3%, e in ogni caso più basso dei tassi vigenti sul mercato;

2. Ristabilire la separazione tra
banche ordinarie e banche d'affari.
Anche le banche ordinarie potranno accedere ai finanziamenti agevolati, a patto che non svolgano funzioni da banca d’affari. Le banche che operano nei mercati dei titoli speculativi per conto proprio saranno escluse dall’accesso. In questo modo si creerà una rete di banche che offrono conti correnti, mutui alle famiglie, e prestiti alle imprese, senza la commistione con le attività finanziarie speculative che hanno portato il sistema economico e finanziario all’attuale condizione di dissesto.

Si fa riferimento alla proposta MoviSol per una Legge sul Credito Produttivo e le proposte già presentate dall'ARCA in Regione Piemonte, che potrebbero essere facilmente recepibili a livello parlamentare.

Viene inoltre giudicata estremamente rispondente alla filosofia espressa dalle due associazioni la norma già in vigore nella Regione Lazio per il tramite di "Sviluppo Lazio".

Inoltre servono investimenti mirati in progetti tecnologici ed infrastrutturali che fungano da traino per l'economia. Su indicazione del Governo, la Banca fungerà da tramite per un aumento di quei lavori pubblici che promuovono la produttività economica (infrastrutture fisiche, investimenti tecnologici). Questi finanziamenti dovranno essere esclusi dal calcolo del deficit annuale dello Stato, in quanto rappresenteranno investimenti a lungo termine necessari per garantire il funzionamento dell’economia.

Fonte: http://www.movisol.org/10news036.htm

Ultimo aggiornamento ( sabato 20 febbraio 2010 )
 
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