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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un
rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un
intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930:
Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né
troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite
però, come si è visto, da allora - che
sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la
banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre
migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali,
i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di
grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle
stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere
alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.
(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic
In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio
di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità,
fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.
Federico Lippi
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Boom di pignoramenti, crisi mutui |
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Scritto da Federico Lippi
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sabato 25 ottobre 2008 |
BANCHE: SI CONSOLIDA BOOM PIGNORAMENTI IMMOBILIARI, (+ 22,3 % SUL 2007) PER L’INSOSTENIBILE AUMENTO DELLE RATE, CHE GRAVANO SU 3,2 MILIONI DI FAMIGLIE INDEBITATE A TASSO VARIABILE, PER PRECISE RESPONSABILITA’ DELLE BANCHE.
Mentre le banche,sorrette dal Governo Berlusconi-Tremonti, che oltre al decreto salva-banche ed alla convenzione Abi- Ministero dell’Economia,vero e proprio alibi all’obbligo della surroga e della portabilità dei mutui senza alcun onere, continuano la loro sporca melina nel non applicare la legge, si continua a registrare un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in un campione significativo di Tribunali, ben 24 monitorati dall’Adusbef con immensa fatica.
Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle banche,a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza.
Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005,che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 130 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.560 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di insolvenza,vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita da Abi e banche.
L’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui,aumentate
anche del 65% dal 2005, porta sempre più famiglie italiane a non poter
onorare le rate, impegno sempre più gravoso che si traducono,per almeno
1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto
che, secondo le stime dell’Adusbef,che ha raccolto i dati nei maggiori
tribunali con fatica e tenacia, le stime di quest’anno sul numero di
pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 22 % .
Secondo le stime,quindi le procedure immobiliari o pignoramenti
sarebbero pari al 2,7 %el totale dei mutui, quindi a circa 130.000 su
3,5 milioni del totale, perchè‚ la maggior parte di essi è stato
erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce e
del cartello bancario europeo che fissa i tassi euribor ai quali sono
indicizzati le rate, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse
erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un
loro aumento.
Sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate per vendere la
case all’asta,perché con la nuova legge fallimentare entrata in vigore
nel 2004, le banche mandano le case all’asta con procedure massime di 3
anni,quindi stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che
portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di
pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati nel 2008
rispetto al 2007, da un minimo16% a Bologna e Cagliari, fino al 39% di
Bari. Dal consueto monitoraggio risultano infatti aumenti di
pignoramenti pari ad un + 21% a Milano; + 22 a Roma e Padova; + 28% a
Monza e Pinerolo; + 24 a Como e Perugia; + 25% a Napoli, con una media
del 22,3%.
Gli aumenti maggiori di pignoramenti si registrano a Milano (+378),
Roma (+ 354); Napoli (+ 353); Bari (+349); Torino (+ 322) ; Verona
(+ 267); Lecce (+261); mentre L’Aquila, pur avendo una percentuale del
33%,registra un aumento di pignoramenti pari a + 32. E tale situazione
di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente
nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui
senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi
a favore delle famiglie più deboli.
Se il Governo, oltre al decreto salva-banche ed alle provvidenze
per le imprese, non emana un urgente decreto “salva-famiglie”, anche
con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro,da destinare sulle future
tredicesime per i redditi sotto i 25.000 euro a favore di lavoratori a
reddito fisso e dei pensionati, si allargherà una frattura sociale con
enormi ricadute negative sull’economia reale che già sconta una
recessione lieve,che diventerà più pesante nei prossimi mesi quando il
crack finanziario globale dispiegherà i suoi effetti anche in Italia.
Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,25.10.2007
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La Posta |
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Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU |
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Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi
passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che
debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?
Grazie per l’attenzione.
Cordialità.
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La Posta |
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Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU |
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Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi
passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che
debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?
Grazie per l’attenzione.
Cordialità.
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