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Intervista del Senatore Elio Lannutti al Tempo : Banche Italiane non immuni dalla crisi |
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Scritto da Federico Lippi
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martedì 30 settembre 2008 |
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Filippo Caleri
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Altro
che banche italiane immuni dalla crisi che arriva dagli Usa. «Gli
istituti nazionali sono pienamente coinvolti nella vendita di titoli
delle banche d'affari come Lehman Brothers» dice a Il Tempo, Elio
Lannutti presidente dell'Adusbef e senatore indipendente dell'Italia
dei Valori.
Parla di banche italiane. Quali?
«Unicredit
e Intesa SanPaolo hanno accompagnato prestiti obbligazionari della
Lehman Brothers. Si tratta di una cifra di 3,2 miliardi di euro. Dirò
di più sono state fatte cinque tranche. La prima di 300 milioni, poi
400 milioni, 650 milioni, 850 milioni e infine un miliardo. Ora abbiamo
già centinaia di casi risparmiatori che hanno investito in bond 30, 40
e anche 200 mila. Sono finora 200 o 300 casi. Ma ce sono molti di più.
Stiamo raccogliendo un dossier che invieremo alla procura della
repubblica»
Possibile che il sistema dei controlli non abbia funzionato?
«Gli
organismi ci sono, manca la sanzione. Polemizzo con la Consob. E anche
con l'Isvap, il cui presidente Giannini qualche giorno fa ha detto che
l'esposizione totale delle assicurazioni italiane con la Lehman è di
1,1 miliardi. Non si sanno invece le reali esposizioni di chi ha
sottoscritto le polizze unit e index (cioè legate a indici
predeterminati ndr). Per quelli il rischio è a carico di chi ha
comprato. Con buona pace della tutela del risparmiatore che si tiene il
buco nel portafoglio».
Bene ma ora come se ne esce?
«Serve
un nuovo ordine monetario. Una nuova Bretton Woods che agganci i
sistemi nazionali all'economia reale. I signori della banche centrali:
Greenspan, Bernanke e Trichet hanno infatti fallito. Si è consentito
alle banche di creare denaro dal nulla.
Cito solo un dato che dà la dimensione del fatto che il sistema non poteva reggere».
Quale?
«È
della Bri (Banca dei regolamenti internazionali ndr) di Basilea che
dice che i prodotti derivati cosiddetti fuori bilancio sono pari a 600
mila miliardi di dollari. Il pil del mondo che misura l'economia reale
è di 55 mila miliardi di dollari. Si parla cioè di una sproporzione
troppo grande. È chiaro che era una situazione insostenibile
Ora
la crisi che abbiamo di fronte è più grave di quella del '29. Allora,
infatti, non c'era la globalizzazione e il tempo reale delle
transazioni»
Passiamo al piano di salvataggio di Bush. Ci crede?
«La
cura è stata chiesta da un signore il ministro del Tesoro Henry Paulson
che si è inginocchiato alla senatrice Nancy Pelosi per ottenere i
fondi. Ebbene Paulson è stato per 26 anni capi della Goldman Sachs. Una
banca che ha dato a ogni dipendente lo scorso anno un premio di 600
mila. C'è qualcosa che non quadra. È tempo che il capitalismo riscopra
l'etica. E soprattutto non si può sanare con 700 miliardi un buco di
600 mila miliardi. È come pensare di svuotare il mare con un bicchiere».
30/09/2008
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