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Oggi, 19.8.2008, mentre ero a fare la fila alla cassa di un
supermercato in Santa Marinella, località
balneare del Lazio per chi non lo sapesse, sono stato testimone di una
telefonata ovviamente potendo ascoltare un solo interlocutore, che mi ha lasciato
esterrefatto, anche perché si
comprendeva perfettamente l’incredibile ed illuminante significato del dialogo.
Un signore moro e mingherlino, riceve appunto una telefonata
al cellulare che cerco di riportare al
meglio.
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“Ciao, che c’è?.....
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Risposta……
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Come non ce ne sono più, come sarebbe a dire che il
fornitore dei pace-makers ha chiuso per ferragosto! E poi non ce ne sono più di
quelli vecchi?”
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R…..
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“ Senti , io sto a Santa Marinella, non posso proprio
venire, mi aspettano in barca, se non cogliamo questa occasione di mare buono,
poi non partiamo più (!). Mi spiace.
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R……
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“ Ma scusa, perché non gli metti due by pass, che è la
stessa cosa
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R…
-
“ Ma dai, che ci vuole, sei in grado di metterli ormai
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R…
-
… Mbe’.. se è un amico….
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R…..
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Senti,ora sento i miei e vedo se posso venire, certo
che da Santa Marinella non è una passeggiata.. e ripeto sei in grado di farlo
anche tu, e pensa anche all’ Ospedale che ci guadagna di più….
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R…..
-
Va bè.. ora vedo quello che posso fare, ti richiamo,
certo che è indecente che il fornitore sia chiuso.. Va bè, ci risentiamo
Non so se questo dialogo sia da ritenersi accettabile. So che se è
vergognoso che il fornitore sia chiuso, certo mi sembra più vergognoso che un
Ospedale non abbia una fornitura di Pace-.maker per i casi improvvisi. E
altrettanto allarmante è l’accenno ad una eventuale applicazione di “quelli vecchi”
So che mette i brividi un
simile parlare e fare da parte di un
chirurgo.
Mi risulta che il Pace-maker sia una
macchinetta elettrica che pompa al cuore una ben precisa quantità di sangue a
pressione predeterminata, mentre il bay-pass è una applicazione alla arteria
ostruita e non liberabile, che sostituisce il passaggio di sangue mediante una
vena prelevata dallo stesso individuo, generalmente da una gamba, allo scopo di
superare la ostruzione.
Ora, pur non essendo un medico e
tantomeno un cardiochirurgo, ritengo che i due tipi di interventi non siano
affatto interpretabili come alternativi tra loro, e tutto quanto ascoltato mi fa pensare che qualcosa non vada non solo nella sanità in genere, ma anche nella
percezione che gli operatori del settore hanno del loro dovere, della etica
professionale.
Non mi piace essere fiscale, (
atteggiamento che odio, fondamentalmente e da sempre io privilegio in un
professionista la elasticità sia mentale che operativa), ma sono anche convinto
che i professionisti dediti alla salute del prossimo debbano esser coscienti e
consapevoli del dovere di essere sempre
reperibili in ogni istante della giornata, sia essa lavorativa che prefestiva o
festiva, ovvero in alternativa ci si debba preoccupare in anticipo con di sostituirli con seri professionisti,
rispettosi della etica e forniti di capacità professionale, e non come sempre
più spesso avviene, con giovani ed inesperti praticanti lasciati allo sbando.
Sappiamo tutti credo come i giovani chirurghi e i cardiochirurghi a
maggior ragione pur se dotati, abbiano necessità di osservare i chirurghi di
professione a lungo e poi di operare ,
sempre a lungo , sotto la supervisione di un chirurgo esperto, questa prassi
non la si può ignorare sotto la spinta della vacanzella e del “mare buono”: si
gioca con la vita delle persone, mica “pizza e fichi”
Allora , come tollerare che certi
medici, come quello che ho avuto la ventura di ascoltare io, pretendano
di usufruire del privilegio di ottimi stipendi da ospedaliero cui cumulare
normalmente costose visite in nero, senza ottemperare al giuramento ( se ancora
esiste ed ha senso, di Ippocrate) e senza nemmeno curarsi di attenersi ad un
minimo di etica e correttezza professionali?
Anche costoro, non
dimentichiamolo, vivono di danaro pubblico, e mostrano tropo spesso di
fregarsene, parlando chiaramente. Anche costoro ormai costituiscono niente altro
che una delle tante corporazioni, in
teoria vietate dalle leggi, ma nella realtà ben asserragliate nella società e
vestite da Associazioni, Fondazioni, baronie, Sindacati che li coprono
solleciti, il tutto in un trionfo di raccomandazioni di amici degli amici,
cordate e poteri, ma si da il caso che
nella sanità poi la gente muore!
Vogliamo deciderci infine a
metterci una mano sulla coscienza e rivedere il nostro modo di vivere, di
rapportarci ai nostri doveri, badare a quel che facciamo ed a cosa provoca quel
che facciamo o non facciamo sul
prossimo?
Non è che per caso corrisponde al vero l’impressione immediata
che ci sia quasi un ordine di scuderia per ridurre nei fatti il numero di
anziani, considerati solo un peso, mentre si promuove lo svecchiamento del
Paese ricorrendo alla figliolanza degli immigrati, continuando a lasciare i
nostri giovani inoccupati ?
Ci vogliamo render conto che
certi tempi son finiti, che ormai tutti ed a tutti i livelli, ci dobbiamo
rimboccare le maniche e se riteniamo che certi lavori siano ormai troppo
gravosi per noi o se sentiamo che
abbiamo bisogno di più tempo libero è meglio farsi da parte, rinunciare a quei
privilegi ed emolumenti cui non possiamo
o vogliamo fare corrispondere il giusto impegno, lasciando libero il posto a chi lo merita ed
è in grado di dedicargli il tempo che ci vuole.
Non scorderò mai la fine del
marito di una mia carissima collega, argomento che trattai allora anche sul mensile “ Risparmio e futuro” di
Adusbef. , morì all’Ospedale Oftalmico
di Roma, ove era andato per una normale
visita oculistica, perché gli misero una quantità di atropina negli occhi tale,
da causargli un arresto cardiaco
Un tale modo sempre più in uso di vivere e di non considerare il
nostro prossimo con il rispetto che merita, rimanda al film “Il pianeta delle scimmie”; un attimo
di consapevolezza , un ritorno al viver umano, sarebbe finalmente auspicabile.
Federico Lippi
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