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Il 17 febbraio scorso, con la finanziaria 2006 è partita la
operazione Conti Dormienti su cui abbiamo espresso in questo sito molti dubbi,
e troverete i link ai vecchi articoli in
fondo alla pagina. Tale finanziaria ha previsto un sistema di indennizzi per i
risparmiatori vittime di frodi finanziarie con l'istituzione di un fondo
alimentato appunto “dall'importo dei conti correnti e dei rapporti bancari
definiti come dormienti all'interno del sistema bancario nonché del comparto
assicurativo e finanziario”.
La premessa pareva
accettabile ed accattivante: e su di essa è scattato l'obbligo di inviare una
lettera raccomandata a tutti i titolari dei conti ancora rintracciabili.
C’è tempo fino al 16 agosto per “svegliare”
i conti dormienti (fino al 26 per recuperare i libretti postali), quei
rapporti bancari rimasti inattivi per almeno 10 anni e del valore di
almeno 100 euro, perché non movimentati dai titolari.
“Se i conti non saranno svegliati i rapporti verranno chiusi definitivamente e i soldi
andranno al Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze per
risarcire i clienti dei crack finanziari. Basta un versamento, un
prelievo, la richiesta dell’estratto conto o la conferma a voler
continuare il rapporto. Bisogna stare attenti, c’è il rischio di
perdere soldi legittimi.
Dal Sole 24 ore, le istruzioni Abi:
Suona,
infatti, il 16 agosto la prima sveglia per quei titolari di conti
correnti, libretti di risparmio, o altri strumenti finanziari, di
valore superiore ai 100 euro, rimasti inattivi per almeno 10 anni (e
cioè, dal 1998, indietro).
Il risveglio del conto è semplice:
basta
fare un prelievo o un versamento di pochi euro,
chiedere un carnet di
assegni o
un estratto conto delle ultime tre operazioni, o
comunicare al proprio istituto di credito la volontà di
mantenere attivo il rapporto.
Altrimenti, dopo quattro mesi, dunque
entro il 16 dicembre prossimo, la banca potrà devolvere le somme
giacenti all'apposito Fondo istituito presso il ministero
dell'Economia, che servirà per finalità sociali, tra cui il
risarcimento danni a clienti vittime di frodi finanziarie. A informare
su scadenze e cosa fare per rendere di nuovo attivo un conto, è il
direttore generale dell'Abi Giuseppe Zadra, che, assieme ad Alessandro
Rivera, dirigente del ministero dell'Economia, hanno fornito
chiarimenti e fatto il punto sull'avvio della fase applicativa della
normativa sui conti dormienti.
«È solo un primo avviso», spiega Zadra, che ricorda come «almeno un
mese prima del versamento al fondo delle somme rimaste ancora inattive
sul conto le banche pubblicheranno l'elenco di tutti i rapporti
dormienti on line e nelle filiali». Il cliente, quindi, che si sveglia
in ritardo non perderà il diritto sul proprio conto. Ma non solo.
Anche, infatti, nel caso che la banca versi al Fondo le somme relative
a rapporti non rivendicati, c'è modo di recuperare i depositi. «Il
titolare o i suoi delegati, compresi gli eredi, - spiega Rivera -
possono entro 10 anni dal trasferimento rivendicare direttamente al
fondo il diritto di credito sulle somme trasferite e, pertanto, tornare
in possesso dei propri averi».
Possono procedere al risveglio del conto non solo i titolari del
rapporto, ma anche eventuali delegati e, in mancanza, gli eredi, che,
però, sono tenuti a presentare alla banca un documento di morte del
congiunto, titolare del conto dormiente, con i documenti necessari alla
pratiche di successione. In caso, poi, di più conti dormienti con la
stessa banca, per esempio un conto corrente e un dossier titoli, è
sufficiente, per il risveglio, operare solo su uno di essi.
Fondamentale, poi, sapere che tra le modalità di risveglio del conto,
non valgono le operazioni in automatico o quelle disposte dalla banca
stessa. E così, per esempio, l'accredito Inps di pensione o stipendio
non interrompe la dormienza del conto.
Per i conti nominativi, le operazioni sono più semplici, avendo le
banca già mandato entro il 17 febbraio una raccomandata di "avviso" a
procedere al risveglio entro il 16 agosto. Qualche problema in più, nel
caso di conti al portatore. In questo caso, dal 17 febbraio le banche
hanno esposto sul sito o nelle filiali l'elenco dei rapporti dormienti
e il titolare (o delegato) dovrà recarsi in loco per vedere se c'è un
proprio conto dormiente e, poi, attivarsi per comunicare la propria
volontà di proseguire nel rapporto.
Sembrerebbe tutto tanto grazioso e regolare, in effetti un
giochino di prestigio si è sapientemente consumato ai danni degli Utenti cui fanno capo conti dormienti. Un giochino strano che descrivevo abbastanza diffusamente il 17 febbraio 2008:
http://www.federicolippi.it/content/view/158/30/
E tenete presente che questo articolo si comprende a fondo se letto contemporaneamente al PDF:
Circolari Abi Serie legale n.16 del 6.8.2007
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