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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Comunicato Stampa ADUSBEF PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
martedì 15 luglio 2008
BANCHE: UNICREDIT,LA BANCA DEI DERIVATI, SEGUE ALLA LETTERA I CONSIGLI PELOSI DEL GOVERNATORE DRAGHI,STANGANDO I CORRENTISTI CON RINCARI ASSURDI E FUORI DA OGNI LOGICA DI MERCATO. IN UN PAESE NORMALE CON AUTORITA’ VIGILANTI SUPER PARTES, PER DIFENDERE PREROGATIVE GOVERNO E INTERESSI DEGLI UTENTI,SI COMMISSARIA UNICREDIT CON ANNESSO PROFUMO.

Poiché i costi dei conti correnti italiani sono tra i più cari del mondo e poiché i tassi sui muti e sui prestiti personali sono più elevati della media Ue rispettivamente dello 0,79 e dell’1,47 per cento, Unicredit banca, maestra in derivati appioppati alla clientela, seguendo alla lettera i consigli pelosi del Governatore Draghi di traslare sui correntisti i maggiori oneri derivanti dalla Robin tax, ha provveduto ad anticipare una serie di ingiustificate stangate a danno della generalità della clientela.
Banca Unicredit infatti ha inviato ai clienti una comunicazione datata 1° luglio 2008.
La decorrenza delle variazioni porta la stessa data (1/7/08). La legge Bersani impone alla banca una comunicazione da inviare 30 giorni prima della decorrenza e lascia al cliente 60 giorni di tempo per decidere se accettare o meno. Se non accetta dovrà procedere alla chiusura del rapporto alle vecchie condizioni. Ma la comunicazione di Unicredit riporta la seguente dizione iniziale:

"“Gentile cliente, di seguito le riepiloghiamo le variazioni relative al rapporto di cui sopra e che sono state con lei concordate: (segue l’elenco delle variazioni).
Quindi, secondo l’informativa, il correntista si è recato allo sportello ed ha concordato con la banca le modifiche di cui sopra. Per questo, la banca ha potuto scavalcare la normativa.

Rimarchiamo alcune voci in crescita:

1) Spese fisse trimestrali di liquidazione: da 0,00 a 16,00 euro.
2) Spese produzione ed invio per ogni estratto conto o scalare: da 0,00 a 2,40 euro.
3) Commissioni facilitazione in assenza di fondi: da 5,00 a 25,00 euro
4) Maggiori. In presenza di liquidazione con interessi debitori: da 15,00 a 28,00 euro
5) Minimo spese per operazione: da 0,00 a 19,00 euro

In un paese normale con autorità vigilanti super partes e non prostrate supinamente agli interessi delle banche azioniste, per difendere gli interessi degli utenti e le prerogative di un Governo, messo alla berlina come il precedente dalla “mafia bancaria”, si procede all’immediato commissariamento di Unicredt con annesso Profumo, anche per dare un segnale forte e serio ad un sistema bancario arrogante e vessatorio di non seguire l’abusato regime di rapinare i correntisti ed i risparmiatori.
Adusbef continuerà la propria battaglia contro “La Repubblica delle Banche” ed i governatori amici delle banche, i quali dopo aver provocato i disastri e gli sconquassi sui mercati globali negandone e nascondendone per oltre 12 mesi gli effetti,prima con i sub-prime, dopo con i derivati carta straccia e le scommesse sul barile,che hanno stabilito dovrà arrivare a 250 dollari per affamare le popolazioni, adottano la politica di inventare nuove voci di costo sul parco buoi indifeso dei correntisti,con l’evidente concorso del controllore.

da http://www.adusbef.it 

14/07/2008

 
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