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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Portabilità dei mutui non decolla grazie a.. non portabilità premi assicurativi PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
venerd́ 04 luglio 2008

Sono ancora  poco operativi: difficile applicare la portabilità dei mutui, diciamo che va a macchia di leopardo e molto lentamente.
Un problema grosso ed ancora irrisolto è costituito  dall’intreccio tra Polizze Assicurative e prestiti.

Abbiamo già riportato le prese di posizione del Presidente dell’ISVAP , Giancarlo Giannini, che ci ha pregevolmente riassunto la situazione, lo ringraziamo, ma   per altro ci era già nota , infatti  ci fa sapere che : “Occorre subito un accordo tra Banche ed Assicurazioni altrimenti  la portabilità dei mutui immobiliari rischia di essere vanificata dalla rigidità dei costi e delle pratiche di risoluzione dei contratti assicurativi che accompagnano i prestiti”.

Per chi non lo sapesse, si è costruito questo stupendo  meccanismo :quando si accende un mutuo presso un Istituto, questo vi obbliga  a sottoscrivere una polizza come garanzia, sia sui cespiti dati a garanzia, sia come polizza vita; e contrariamente a tutte le altre forme assicurative per le quali è previsto il pagamento del Premio annualmente, loro  te lo detraggono in unica soluzione ed in via anticipata  dalla erogazione del prestito.


 

Sono ancora  poco operativi ; difficile  applicare la portabilità dei mutui, diciamo che va a macchia di leopardo e molto lentamente.

 Un problema grosso ed ancora irrisolto è costituito  dall’intreccio tra Polizze Assicurative e prestiti.

 


E non è tutto, considerate  un fattore non ininfluente: spesso queste polizze sono a favore di Società del medesimo gruppo Bancario che contribuisce al Bilancio consolidato del gruppo stesso!!

A questo punto se vuoi cambiare banca, la nuova banca, ti chiede  di firmare una polizza, e molti lamentano la difficoltà, per non dire la impossibilità, di recuperare quanto “avanza “ della vecchia polizza, insomma  succede che non puoi estinguerla in parte, gli lasci il tutto e ne apri una nuova, e non recuperi premio e commissioni. Costoso? Impedisce di fatto la portabilità? Di chi è la responsabilità? “responsabilità”= parola bandita dal vocabolario Italiano.

Che dire? Abbiamo già detto nel sito che ne pensavamo dell’abbraccio Abi-Ania e del silenzio degli organi di controllo, silenzio cui siamo abituati, anche se perennemente scandalizzati.

Ma questi pare siano i fatti, dobbiamo quindi accontentarci di riportare quel che dice Giannini, che premuroso ci espone quello che già sappiamo e che era facile immaginare sarebbe accaduto.

Sorpresona! Giannini addolorato ci fa sapere che  l’ISVAP riceve segnalazioni di cittadini che lamentano la difficoltà di estinguere le polizze che assistono il mutuo nel momento in cui vogliono spostare il mutuo presso una altra Banca!

Conseguente scoperta dell’acqua calda: “per dare piena attuazione alla portabilità , occorre che il cliente possa ottenere la piena restituzione del premio assicurativo non goduto; riconsiderare la misura delle provvigioni applicate, eccessivamente penalizzanti, da un minimo del 40% ad un massimo dell’80%” si invita la neonata federazione ABI-ANIA a fare un “accordo” in tale senso!”

Accetteranno il cortese invito? Voi che ne pensate?..

A questo punto Giannini ci ha sottolineato la funzione economico-sociale del settore assicurativo, ed ha osservato che “la rilevanza sociale della attività di protezione dai rischi che imprese e famiglie trasferiscono alle imprese di assicurazione, evidenzia una duplice necessità: la prima, che lo sviluppo produttivo non vada a discapito della utenza , ma a suo favore(sic);  ed a questo punto ha previsto che i risultati economici favoriranno le Compagnie più lungimiranti (sic). La seconda necessità: “ che ciò avvenga in un equilibrato impianto di regole e controlli, ( era venuto il sospetto anche a noi che servissero regole e controlli)  soprattutto nella fase attuale di profonda evoluzione normativa verso il nuovo regime europeo di solvibilità””

Che dirvi? Questo dice Giannini e noi dal canto nostro la interpretiamo così: “chi ha dato, ha dato…chi ha avuto.. ha avuto. Scurdammoce ‘o passato…”

La solita vecchia canzone che ci racconta bene come si estorce il danaro ai cittadini.

 

Mentre gli organi di Controllo, che pure hanno un costo non indifferente per la collettività: ISVAP; CONSOB; BANCA d’ITALIA, dove stanno??!

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 04 luglio 2008 )
 
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