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Tutti
ci lamentiamo delle bollette che salgono inesorabilmente e della benzina che
oramai è in aumento irreversibile. Il 18 Giugno, sul Corriere della Sera Online
si legge un articolo rivelatore di Massimo Sideri riguardo, appunto, la sfilza
di accise decisamente non sense che ci troviamo in bolletta o che vengono
ricaricate sulla benzina, sul gas e sul gasolio.
Allora
qua si vuole fare una sorta di sunto esplicativo. Per infiammare gli animi
suggeriamo di leggere l'articolo su citato.
Carburanti:
Il
prezzo di questi viene maggiorato di ben il 55% per tasse ed imposte totalmente
inutili. Immaginate quanto sarebbe meglio se da quell' euro e 53 centesimi di
benzina verde levaste un bel 55% di accise vetuste (che "scendono" al
45% per quanto riguarda il gasolio), le quali ricomprendono:
1)
Finanziamento della guerra in Etiopia del 1935 (i miei nonni all'epoca avevano circa 25 anni)
2)
Disastro del Vajont del 1963
3)
Alluvione di Firenze del 1966
4)
Terremoto nel Belice 1968
5)
Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004
6)
Varie ed eventuali
7)
Iva
Gas:
I
clienti sotto i 200.000
metri cubi l'anno (leggi "le famiglie") pagano
una bolletta così distribuita:
-
Imposte: 38%
-
Costo della meteria prima, cioè il gas stesso: 37%
-
Trasporto, stoccaggio, commercializzazione all'ingrosso oppure al dettaglio:
25%
Elettricità:
Qua,
per assurdo, la cosa è più complicata. In un certo senso nella bolletta della
luce elettrica sono riportati in elenco le tasse e le gabelle del "passato",
ma sono cifrate da sigle, ovviamente prive di legenda per poterle identificare.
Come dice Massimo Sideri "Nelle sue voci si trova il conto per
ognuna delle scelte fatte nell'ultimo mezzo secolo di politica energetica di
questo Paese. Si tratta dei cosiddetti «oneri di sistema»[...]" e quindi possiamo dire che il surplus
in questo caso è da considerarsi suddiviso in questo modo:
a)
8,2% di "oneri di sistema" come detto sopra
b)
64% di costi di produzione
c)
14% di costi delle infrastrutture
d)
14% "tasse"
In
più pare che alla voce "A2" corrisponda la gabella per lo
smantellamento delle centrali nucleari a seguito del referendum del 1987:
"Si
tratta di uno dei tanti paradossi nazionali dell'energia: l'uscita repentina
dalla produzione (e vendita) di elettricità di fonte atomica ha impedito di
accantonare nel tempo, come avviene normalmente nel resto del mondo, le risorse
finanziarie per spesare il «decommissioning » degli impianti. E così non è
rimasto che addebitarle in bolletta: dal 1987 al 2024, l'anno della bonifica
dell'ultimo sito (ma solo se ci sarà anche il deposito nazionale delle scorie),
l'onere può essere calcolato in circa 12 miliardi di euro, caricati centesimo
per centesimo su ogni chilowattora consumato."
A
questo si aggiunga una chicca davvero squisita: la voce "A3" sta ad
indicare un finanziamento per le fonti di energia rinnovabile (tipo, sole o
vento) e non inquinanti. Qua si fa riferimento al provvedimento Cip6, il quale
è diventato operativo nel 1992
a seguito della legge n°9/1991, in cui si afferma che
chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate può rivenderla
a un prezzo superiore a quello di mercato. Sarebbe gradito allora che si
usassero effettivamente fonti rinnovabili e non carbone, o olio combustibile o
rifiuti.
Ora
parliamo, invece della voce "A4" che dovrebbe stare ad indicare
"agevolazioni riconosciute ad alcuni soggetti", i quali sono:
-
Le ex Acciaierie di Terni
-
Gli stabilimenti di Porto Vesme e Fusima della Alcoa
-
Le Ferrovie dello Stato come risarcimento per le centrali idroelettriche
trasferite senza indennizzo all'Enel quando è avvenuta la nazionalizzazione
Voce
"A5" che sta per "ricerca di sistema"... Dobbiamo ricercare
di che cosa si tratti...
E
infine la voce "A6" in cui sono annoverati i risarcimenti all'Enel
dopo la liberalizzazione del mercato nel 1999.
Il
finale ve lo riportiamo direttamente, leggetelo cercando di non arrabbiarvi troppo:
"Ma all'interno
di questi costi che gravano sulle spalle dei consumatori c'è anche quello
relativo agli oneri in più per il gas naturale importato dalla Nigeria. Fu un
caso spinoso: il gas doveva arrivare direttamente in Italia a Montalto di
Castro, ma lì il rigassificatore non si riuscì a fare. Per evitare di pagare
salate penali l'ente elettrico convinse i francesi di Gaz de France a prenderlo
in Bretagna e a fare uno scambio con l'Eni. Un favore a pagamento, ovviamente.
Scaricato dove? In bolletta: nel 2007 ha pesato per 150 milioni. In bolletta si
trovano anche le componenti «Mct» (compensano i comuni che ospitano depositi di
scorie radioattive), la voce «Int» (finanzia gli sconti praticati ai grandi
utenti che accettano l'interruzione delle forniture in caso di eventi
eccezionali) e la «Uc4», che tiene in vita imprese elettriche minori
risparmiate dalla nazionalizzazione: quelle sulle isole distanti dalla costa,
ma non solo, visto che c'è anche Capri. Ce n'è insomma per tutti i gusti. Ma
poteva mancare la beffa finale? Sugli «oneri di sistema», che sono definibili
come elementi «parafiscali», se non fiscali del tutto, le famiglie pagano anche
le tasse. Un paradosso che fa finire altri 700 milioni di euro l'anno nelle
casse dello Stato."
Francesca
Lippi
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