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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Energia: i sovrapprezzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
lunedì 23 giugno 2008

Tutti ci lamentiamo delle bollette che salgono inesorabilmente e della benzina che oramai è in aumento irreversibile. Il 18 Giugno, sul Corriere della Sera Online si legge un articolo rivelatore di Massimo Sideri riguardo, appunto, la sfilza di accise decisamente non sense che ci troviamo in bolletta o che vengono ricaricate sulla benzina, sul gas e sul gasolio.

Allora qua si vuole fare una sorta di sunto esplicativo. Per infiammare gli animi suggeriamo di leggere l'articolo su citato.

Carburanti:

Il prezzo di questi viene maggiorato di ben il 55% per tasse ed imposte totalmente inutili. Immaginate quanto sarebbe meglio se da quell' euro e 53 centesimi di benzina verde levaste un bel 55% di accise vetuste (che "scendono" al 45% per quanto riguarda il gasolio), le quali ricomprendono:

1) Finanziamento della guerra in Etiopia del 1935 (i miei nonni all'epoca        avevano circa 25 anni)

2) Disastro del Vajont del 1963

3) Alluvione di Firenze del 1966

4) Terremoto nel Belice 1968

5) Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

6) Varie ed eventuali

7) Iva

Gas:

I clienti sotto i 200.000 metri cubi l'anno (leggi "le famiglie") pagano una bolletta così distribuita:

- Imposte: 38%

- Costo della meteria prima, cioè il gas stesso: 37%

- Trasporto, stoccaggio, commercializzazione all'ingrosso oppure al dettaglio: 25%

Elettricità:

Qua, per assurdo, la cosa è più complicata. In un certo senso nella bolletta della luce elettrica sono riportati in elenco le tasse e le gabelle del "passato", ma sono cifrate da sigle, ovviamente prive di legenda per poterle identificare. Come dice Massimo Sideri "Nelle sue voci si trova il conto per ognuna delle scelte fatte nell'ultimo mezzo secolo di politica energetica di questo Paese. Si tratta dei cosiddetti «oneri di sistema»[...]" e quindi possiamo dire che il surplus in questo caso è da considerarsi suddiviso in questo modo:

a) 8,2% di "oneri di sistema" come detto sopra

b) 64% di costi di produzione

c) 14% di costi delle infrastrutture

d) 14% "tasse"

In più pare che alla voce "A2" corrisponda la gabella per lo smantellamento delle centrali nucleari a seguito del referendum del 1987:

"Si tratta di uno dei tanti paradossi nazionali dell'energia: l'uscita repentina dalla produzione (e vendita) di elettricità di fonte atomica ha impedito di accantonare nel tempo, come avviene normalmente nel resto del mondo, le risorse finanziarie per spesare il «decommissioning » degli impianti. E così non è rimasto che addebitarle in bolletta: dal 1987 al 2024, l'anno della bonifica dell'ultimo sito (ma solo se ci sarà anche il deposito nazionale delle scorie), l'onere può essere calcolato in circa 12 miliardi di euro, caricati centesimo per centesimo su ogni chilowattora consumato."

A questo si aggiunga una chicca davvero squisita: la voce "A3" sta ad indicare un finanziamento per le fonti di energia rinnovabile (tipo, sole o vento) e non inquinanti. Qua si fa riferimento al provvedimento Cip6, il quale è diventato operativo nel 1992 a seguito della legge n°9/1991, in cui si afferma che chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate può rivenderla a un prezzo superiore a quello di mercato. Sarebbe gradito allora che si usassero effettivamente fonti rinnovabili e non carbone, o olio combustibile o rifiuti.

Ora parliamo, invece della voce "A4" che dovrebbe stare ad indicare "agevolazioni riconosciute ad alcuni soggetti", i quali sono:

- Le ex Acciaierie di Terni

- Gli stabilimenti di Porto Vesme e Fusima della Alcoa

- Le Ferrovie dello Stato come risarcimento per le centrali idroelettriche trasferite senza indennizzo all'Enel quando è avvenuta la nazionalizzazione

Voce "A5" che sta per "ricerca di sistema"... Dobbiamo ricercare di che cosa si tratti...

E infine la voce "A6" in cui sono annoverati i risarcimenti all'Enel dopo la liberalizzazione del mercato nel 1999.

Il finale ve lo riportiamo direttamente, leggetelo cercando di non arrabbiarvi troppo:

 

"Ma all'interno di questi costi che gravano sulle spalle dei consumatori c'è anche quello relativo agli oneri in più per il gas naturale importato dalla Nigeria. Fu un caso spinoso: il gas doveva arrivare direttamente in Italia a Montalto di Castro, ma lì il rigassificatore non si riuscì a fare. Per evitare di pagare salate penali l'ente elettrico convinse i francesi di Gaz de France a prenderlo in Bretagna e a fare uno scambio con l'Eni. Un favore a pagamento, ovviamente. Scaricato dove? In bolletta: nel 2007 ha pesato per 150 milioni. In bolletta si trovano anche le componenti «Mct» (compensano i comuni che ospitano depositi di scorie radioattive), la voce «Int» (finanzia gli sconti praticati ai grandi utenti che accettano l'interruzione delle forniture in caso di eventi eccezionali) e la «Uc4», che tiene in vita imprese elettriche minori risparmiate dalla nazionalizzazione: quelle sulle isole distanti dalla costa, ma non solo, visto che c'è anche Capri. Ce n'è insomma per tutti i gusti. Ma poteva mancare la beffa finale? Sugli «oneri di sistema», che sono definibili come elementi «parafiscali», se non fiscali del tutto, le famiglie pagano anche le tasse. Un paradosso che fa finire altri 700 milioni di euro l'anno nelle casse dello Stato."

Francesca Lippi

Ultimo aggiornamento ( lunedì 23 giugno 2008 )
 
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