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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Proposta di Draghi e prezzo della benzina:sulla stampa la disinformazione galoppa! PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
domenica 06 gennaio 2008

 

Non ho cambiato mestiere, ma voglio, una volta tanto, fare l’opinionista. Oggi su Il Giornale del 6 gennaio 2008, giorno della Befana (occasionale la coincidenza?), in prima pagina, dopo che ieri nella stessa si è pubblicizzata la assunzione del figlio di Visco come dirigente nel Ministero ove si manifesta l’arte paterna, appare un articolo:  “ emergenza salari : ABBASSATE LE TASSE – La Banca d’Italia : per rilanciare il Paese bisogna ridurre l’imposta sul reddito. Ma il governo frena.  E i prezzi salgono ancora : il gasolio al massimo storico “.

Poi si legge nel contesto dell’articolo che l’auspicato abbattimento dovrebbe essere del modico 1%, sufficiente in tre mesi a dare impulso di ripresa al  Paese.

Inoltre viene pubblicata, allo scopo di spiegare perché il governo freni, una tabella sul prezzo della “benzina verde” , visto che si parlava di gasolio, dei prezzi che sarebbero risultati applicati al 17 dicembre 2007 “in Europa”!

Ma, ahinoi, detta tabella invece tratta solo ipotetici prezzi in Germania, Gran Bretagna, ( e  in GB, giacchè ancora non appartiene al novero del mondo euro, il prezzo è effettuato sulle "eurosterline", tanto valeva inserirci anche il prezzo in eurodollari della benzina verde in America), Francia, Italia e Spagna, come se solo questi Paesi costituissero l’UE.

 

 

Mancano infatti all’appello ( volutamente o nolutamente) Irlanda, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Austria, Portogallo, Finlandia e Grecia, più tutti quegli altri Paesi che si sono susseguiti fino ad oggi  nella costituzione della Europa Unita.

Entrambe le parti degli articoli che si susseguono trattando i su detti argomenti, mi hanno spinto a fare una piccola analisi della situazione Italiana che, come al solito, si trova boicottata fondamentalmente  da quel GOVERNO OMBRA, che è rappresentato dal Settore del Credito che insiste , tramite i vari governatori della Banca d’Italia, a dettare legge, dare indicazioni al Governo, insomma, a non cogliere mai l’occasione per stare almeno zitti, visto che sono perennemente in conflitto di interessi.

Il fatto che Draghi, come prima Fazio, e prima ancora Ciampi ( tanto da farci rimpiangere Carli) si permetta di interferire nella  res pubblica, impunemente, senza pudore, pur  sapendo che se l’Italia si trova in questo ormai irrimediabile buco nero  è responsabilità diretta dello strapotere del Settore del Credito, che ha portato  sul lastrico la cittadinanza per soddisfare quella ingordigia che non produce nulla, ma anzi rappresenta la stolta insaziabilità propria dei parassiti della società, e non certo la redditività di alcun bene per il Paese , non è accettabile.

Forse ritiene il Settore del Credito che la sponsorizzazione di Sport , Arte, Antiquariato. Musica Danza o altro sia tanto utile al Paese? Non sarebbe forse meglio, smetterla di drenare danaro e risorse e lasciare ai cittadini la libertà di intraprendere e guadagnare?

Detta situazione è  principalmente determinata  dal suddetto vizietto del settore che pensa solo a distruggere e non a costruire, spingendo con dolo il prossimo ad indebitarsi a dismisura, oltre ogni possibilità di rimborso, in quanto  non ha nulla da perdere , ma anzi da riguadagnare a quattro soldi  ( ASTEIMMOBILI), quel patrimonio  immobiliare a suo tempo alienato perché all’epoca non più produttivo di utili faraonici come il finanziamento ai servizi,  alle solite grandi Industrie,  ai soliti costruttori e  ai soliti  Affaristi, in totale disinteresse per il Paese.

Come può un Draghi oggi, a Paese distrutto, permettersi di fare appello al Governo per una irrisoria riduzione dell’1% , quando egli guadagna, per nulla facere, oltre 1 milione di euro all’anno?

Ed a chi rivolge l’appello se non ancora ad altri che per nulla facere  incassano milioni di euro, quando un povero pensionato a tariffa minima porta a casa solo 350,00 euro lordi al mese, dopo magari 40 anni di duro lavoro?

Ci vogliamo rendere conto che un padre di famiglia con soli 15.000,00 euro l’anno oggi tassato al 23% per un importo di 3.450,00 euro, con l’abbattimento proposto da Draghi otterrebbe di pagare solo il 22% pari a 3.300,00 euro, cioè pari a 150,00 euro di sconto all’anno, pari cioè a 12,50 euro al mese?

Se per il Draghi 12,50 euro al mese possano rappresentare la possibilità  di incrementare consumi ed investimenti per una famiglia, ci spieghi la magia che adotterebbe .

E così il richiamo alla tabella di benzina verde:  è possibile che un giornalista non sia in grado di adoperare una semplice calcolatrice tascabile per verificare le balle che  gli sono state fornite da qualcuno?

Si è accorto che la media UE non è di euro 1,334 al litro, bensì di euro 1,3144 al litro, se comprendiamo la eurosterlina, ovvero di euro 1,2835, se si esclude la Gran Bretagna?

Ed ancora, si rende conto che la media delle imposte ed accise UE, compresa Inghilterra, sarebbe dello 0, 7922% e non dello 0,810 %, e che se si espurga dagli Inglesi , detta percentuale si abbatte allo 0, 76025%?

Ed inoltre, perché non integra l’articolo informando il prossimo che in quei paesi i prezzi  , non escluso nessuno, tranne  l’Italia  sono comprensivi anche del contributo per la costruzione ed il mantenimento delle Autostrade  e in certi  Paesi anche della tassa di circolazione, che noi in Italia paghiamo tutte a parte?

Bisogna che l’informazione sia più veritiera e meno tendenziosa per giustificare una o l’altra parte che, senza lavorare e sfruttando i lavoratori, vivono nella bambagia , mentre i veri  BAMBOCCIONI SFRUTTATORI sono sempre ed unicamente gli stessi,vorrei dire loro che devono stare molto attenti a provvedere a rimettersi in riga celermente : IL POTERE NON RENDE MAI CERTO IL DOMANI , spesso a vostra insaputa subentra qualcuno tra voi che , baciato dalla fortuna, potrà più di voi, e vi manderà in pensione sotto i ponti, o nelle bidonville che avete contribuito a creare... sarei curioso di vedere come vi accoglierebbero!

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 06 gennaio 2008 )
 
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