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TORNIAMO SULLA DELIBERA CICR 9. 2. 2000 PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
domenica 30 dicembre 2007

Riscontriamo che è facile sentirci obiettare in causa che a partire dal 1.7.2000 è autorizzata la capitalizzazione trimestrale degli interessi ai  sensi della Delibera del CICR (Comitato Interministeriale sul Credito e Risparmio), in data 9.2.2000.

L’obiezione è basata contando sull’ignoranza della gente e, spesso, degli stessi addetti ai lavori

Il CICR, che non è una istituzione che si prenderebbe mai la responsabilità di consentire la DEROGA ad una legge imperativa come l’art. 1283 del Codice Civile, senza che detta norma sia stata mai abrogata, nella propria delibera non afferma né un termine di cadenzatura di alcun genere, né autorizza l’anatocismo.

Vediamolo insieme.

L’art. 2  di detta Delibera, in ordine al “Conto Corrente”, al 1 comma, recita:

“Nel conto corrente l’accredito e l’addebito degli interessi avviene sulla base dei tassi e con la  periodicità contrattualmente stabiliti. Il saldo periodico produce interessi secondo le medesime modalità”

La prima parte del comma di fatto impone che sia gli interessi creditori che quelli debitori siano calcolati con la medesima periodicità, ma non indica la misura della stessa, in quanto si limita a rinviare ai patti negoziali indicati in contratto.

La seconda parte del comma impone che a produrre interessi sia il “saldo periodico”, saldo che, finanziariamente, è rappresentato esclusivamente dal saldo di capitale.

Ma come si vede in detto comma non è menzionata alcuna deroga all’art. 1283c.c,tanto meno viene autorizzato anatocismo alcuno e/o periodico.

L'art. 2 della Delibera al  2° comma recita:

“Nell’ambito di ogni singolo  conto corrente deve essere stabilita la stessa periodicità nel conteggio degli interessi creditori e debitori”.

Nel riconfermare quanto interpretabile dal precedente comma, anche con tale testo il CICR ancora una volta non menziona alcuna deroga all’articolo 1283 cc, tanto meno autorizza anatocismo alcuno e/o periodico.

Il 3° comma di detto  articolo infine recita:

Il saldo risultante a seguito della chiusura definitiva del conto corrente può, se contrattualmente stabilito, produrre interessi. Su questi interessi non è consentita la capitalizzazione periodica”.

Si fa notare che in pratica solo in questo comma si accenna alla possibilità di applicare anatocismo, sempre se ciò sia stato pattuito tra le parti contraenti, e comunque solo che sia intervenuta la chiusura definitiva del conto corrente.

Questo significa che, poiché per l’articolo 1283 c.c. è vietato l’anatocismo, che si ottiene capitalizzando gli interessi maturati, facendo a questi maturare altri interessi, tutti gli interessi calcolati di trimestre in trimestre, debbono essere accantonati senza possibilità di capitalizzazione, compensati tra loro, ovvero coperti fino a totale concorrenza, ai sensi dell’art. 1194  c.c. nel trimestre successivo a quello di competenza con la prima movimentazione di  AVERE o  DARE che compensi a SALDO quanto rimasto ancora scoperto a seguito della precedente compensazione.

QUESTO PER LEGGE DOVREBBE ESSER FATTO!

Ma il vero punto dolente, citato per la prima volta dal Giudice di Pace di Agnone con la sentenza del 2007, è determinato dalla forchetta tra tassi creditori e tassi debitori, che caratterizza ancor di più lo spirito dolosamente usurario del Settore del Credito.

Infatti i tassi creditori si aggirano oggi allo 0,001%, spesso applicati a favore di depositi oltre i 5.000,00 Euro, per cui i relativi interessi sono completamente fagocitati dalle spese amministrative addebitate dalla banca mensilmente, trimestralmente ed annualmente, nonché dalla ritenuta fiscale del 27%, mentre il tasso debitore si aggira a circa il 12/16%.

In tale modo risulta tangibile e dimostrabile che la Banca abbia applicato capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori, mentre non è dimostrabile che sia avvenuto lo stesso per quelli creditori, anche perché, per poterlo verificare anche in minima parte quelli  creditori dovrebbero esser calcolati su un capitale a livello faraonico, superiore ad euro 26.000.000,00 per coprire le spese di 260,20 euro all’anno, oltre gli Euro 5.000,00, per la tenuta di un conto di un illustre sconosciuto (si fa per dire) onde poter  ambire almeno ad 1 centesimo!

In realtà, con una cifra del genere saremmo ricchi sfondati e saremmo invece trattati in guanti bianchi anche da Geronzi e da Profumo.

Ultimo aggiornamento ( domenica 30 dicembre 2007 )
 
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Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU

Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?

 

 Grazie per l’attenzione. Cordialità.

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