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Il conduttore di Ballarò, amabilmente definito da Marco Travaglio “Il
Vespino del centrosinistra”, ieri sera ha superato se stesso nella
faziosità e nel disprezzo delle ragioni dei cittadini, specie di 3,2
milioni di mutuatari a tasso variabile a rischio di insolvenza proprio
per precise responsabilità delle banche, offrendo al dr. Massimo
Roccia, responsabile del Consorzio Patti Chiari dell’Abi,due spot a
tutto campo e senza alcun contraddittorio o doverose domande,per
contrastare la propaganda degli istituti di credito in merito ai tassi,
alla surroga,alla portabilità dei mutui,ad Asteimmobili.
Nonostante
il decreto Bersani non fosse applicato dalle banche, come è a tutti
noto,sia dalle agenzie di stampa,da numerosi articoli di quotidiani,
come dalle stesse dichiarazioni del presidente dell’Antitrust Antonio
Catricalà, e dalla stessa risoluzione della Commissione Finanze della
Camera approvata all’unanimità che impegna il Governo a far applicare
la legge senza alcun onere per i consumatori, il dr. Giovanni Floris ha
consentito ieri sera nella puntata di Ballarò al rappresentante
dell’Abi, di lanciare due lunghi spot pubblicitari senza alcun
contraddittorio, in violazione di elementari regole di deontologia e
correttezza professionale, in merito ai tassi di interesse allineati
all’Europa (in realtà sono più alti di 1 punto), alla convenienza dei
tassi variabili, che hanno gettato sul lastrico milioni di famiglie,
rispetto ai tassi fissi,alla portabilità dei mutui che verrebbe fatta
unico caso in Europa in 15 giorni, mentre in realtà non viene applicata
dalla quasi totalità delle banche; ad Asteimmobili, finanziata dall’Abi
con l’importo di 3,4 milioni di euro,come risulta dall’atto di
convenzione con il ministero della Giustizia stipulato il 23 novembre
2006.
Nessuno ha quindi potuto replicare alle fandonie del
rappresentante dell’Abi,perché il signor Floris si era ben guardato
dall’invitare in studio, in ossequio alle corrette regole del
giornalismo, l’Abc della deontologia professionale,un rappresentante
dei consumatori o dell’Adusbef in particolare,che pure aveva denunciato
lo scandalo di Asteimmobili e la violazione continuata, prolungata ed
aggravata del decreto Bersani sulla portabilità dei mutui e sulla
surroga. Sono quattro le panzane colossali raccontate ieri sera
dall’Abi e smontate dall’Adusbef, senza alcun diritto di replica
neppure da parte dei presenti (Tabacci (UDC),Di Pietro (Italia dei
Valori), Prestigiacomo (Forza Italia), Melandri (PD),Bonanni
(Cisl),anche perché dopo lo spot dell’Abi,il conduttore ha subito dato
la linea ai consigli per gli acquisti veri,riprendendo dopo la pausa su
altro argomento.
1) fandonia : In merito alla fandonia raccontata rispetto ai
tassi praticati sui mutui,che sarebbero secondo l’Abi sostanzialmente
allineati al resto d’Europa,
Adusbef ribadisce che secondo i dati
BCE,sono più alti di 1,06 punti (5,96% contro 4,90%) e costano ai
mutuatari, ben 22.000 euro in più su ogni contratto di 100.000 euro;
2) fandonia :l’altra favoletta ben raccontata sulla portabilità dei mutui,che si
esegue,unico caso in Europa in 15 giorni,
è una gigantesca frottola che
non sta in piedi,come dimostrano le migliaia di proteste di cittadini
che aspettano invano da febbraio di surrogare o rinegoziare il proprio
mutuo per poter far fronte alle rate e non mandare le case all’asta;
3) fandonia :anche la supposta convenienza dei tassi variabili consigliati dalle
banche a 3,2 milioni di mutuatari (il 91%) su 3,5 milioni,
è un
gigantesco inganno che fa infuriare i cittadini con rate aumentate del
40-50%;
infine Adusbef è in possesso di un atto di convenzione, con
l’Abi che paga 3,4 milioni di euro per Asteimmobili.
21/11/2007
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