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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Da Italia Oggi : la banca in tribunale riscuote crediti PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
venerdì 09 novembre 2007

La banca in tribunale riscuote crediti

Che ci fanno San Paolo Imi e il Monte dei Paschi di Siena, più una selva di altre banche, praticamente tutte, nelle sezioni delle esecuzioni dei tribunali italiani?

La risposta formale è che offrono servizi per "realizzare i siti dei singoli tribunali in cui pubblicare le aste giudiziarie e gestire la informatizzazione on line dell'iter fallimentare", con l'obiettivo di far diminuire le aste deserte, garantire pubblicità legale efficace 24 ore su 24, garantire una maggiore partecipazione dei cittadini con conseguente incremento delle vendite.

Ma in parlamento incominciano a storcere il naso e a vedere un potenziale conflitto di interessi: come, le banche che sono le principali creditrici si mettono a fare da supporto ai tribunali proprio nelle sezioni di esecuzione immobiliare? Qualcosa potrebbe non tornare e chiarimenti del governo a questo punto sono necessari.

Li richiede espressamente un'interrogazione parlamentare presentata da Giuseppe Di Lello Finuoli (Rc) e altri colleghi tra cui Felice Casson (Ulivoi) e Willer Bordon (Unione democratica).

Nella quale si fa presente che, mentre a causa dell'aumento dei tassi, anche di 200 euro al mese, oltre 400mila famiglie italiane si sono trovare a rischio di insolvenza e che nonostante il decreto Bersani abbia regolato la portabilità dei mutui le banche paioni fregarsene, "si sta producendo un incremento esponenziale delle esecuzioni immobiliari che sono gestite dai tribunali ai quali però si sta imponendo un supporto tecnico-operativo di personale direttamemte collegato alle banche che sono le creditrici più interessate alle vendite degli immobili da loro ipotecati". Il caso emblematico rappresentato nella interrogazione è quello di Roma, il cui tribunale ha raggiunto un accordo con la Asteimmobili servizi spa "per un intervento della stessa in fase di vendita".

La società, che ha sede sociale presso l'Abi, ha come soci un pool di banche tra cui Intesa San Paolo, SITEBA spa, Banca Sella, Banca Carige, Monte dei Paschi di Siena. Risalendo da partecipazione in partecipazione si scopre che la Asteimmobili servizi fa capo a Asteimmobili.it spa, che a sua volta fa Capo alla Siteba, posseduta dalla Si Servizi spa, a sua volta di proprietà della Si holding della quale le partecipazioni principali sono in mano a Intesa San Paolo e Monte Paschi. Sul sito di Asteimmobili servizi si legge che ha stretto accordi con 70 tribunali tra cui Monza, Brindisi, Catania, Messina, Milano, Pavia, Como, La Spezia, Reggio Calabria. Anche l'Adusbef pare abbia denunciato la cosa ala procura di Roma e si annuncia battaglia. La Asteimmobili ha fatto sapere di aver dato mandato ai propri avvocati per avviare azioni legali contro l'associazione dei consumatori.

"Le accuse di violazione della privacy e del conflitto di interessi sono pretestuose, in quanto nel caso delle aste giudiziarie leinformnazioni trattate sono pubbliche e quindi il ricorso a società di servizi esterne non solo non da problemi di riservatezza ma ancora una volta si traduce in un migliore servizio per i cittadini".

Ma è sicuro?.

ItaliaOggi ItaliaOggi - Primo Piano Numero 266, pag. 4 del 9/11/2007 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 09 novembre 2007 )
 
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