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Cari Amici/e di sventura,
Per caso ci siamo incontrati in questo forum e siamo diventati
25, ma oltre noi capitati per caso, quanti cittadini/consumatori
onesti hanno avuto lo stesso tipo di truffa? La risposta si da da sola
conoscendo il numero della carte PostePay emesse negli ultimi 2 anni da
POSTE ITALIANE, e gli investimenti effettuati in pubblicita per tale
prodotto.
Mi sono accorto che questo problema non viene preso in
considerazione e sul serio come un nuovo fenomeno di truffa
informatica, visto l'elevato numero di carte prepagate Poste Pay emessa
da POSTE ITALIANE negli ultimi due anni.
Tale affermazione nasce dal fatto che ne ADUSBEF, ADICONSUM,
TUTTOCONSUMATORI, MI MANDA RAI TRE, STRISCIA LA NOTIZIA, LE IENE,
(elementi presi dalle vs. lettera al forum), non si sono degnati di capire ed entrare in merito a questo fenomeno attuale). Non vorrei
aggiungere commenti inutili come politica, audience,ecc..
Con questa mia mail credo che non avendo aiuto da chi dovrebbe
aiutare i cittadini/consumatori e intervenire (sui fenomeni che stanno
diventando di massa) nei casi di truffa verso i truffati e ancor di più
tutelare i futuri truffati, fa orecchie da mercante (vorrei precisare
che questa mail ha tutt'altro che fini di scopo politico).
Ma dobbiamo rivolgerci a Beppe Grillo per chiedere help!!!!!!! ?????
(sdrammatizzo con una battuta quanto evidenziato).
Per quanto su descritto ai 25 amici/e mal capitati e abbandonati,
suggerirei di unirci, per città, e presentare un ricorso al giudice di
pace, rimanendo in contatto; a tal fine di far valere i nostri diritti
e dare un aiuto ai prossimi malcapitati che verranno truffati con lo
stesso sistema.
Nonostante l'ora tarda invio un saluto a tutti
Riccardo Ianiero
Gentile Sig Riccardo Ianiero,
non capisco a quale forum si riferisce, ha mandato la sua mail a 50 indirizzi, facendoci conoscere la sua polemica sulle carte prepagate Postepay delle Poste Italiane. Scrive inoltre a me, quando
proprio io nel mio sito ho menzionato la problematicità delle carte , varie volte e forse tra i primi, prima di me
il nostro Presidente Dr.Elio Lannutti , ha denunciato la truffa
del phishing oltre che del pharming.
Inoltre chi si rivolge ai siti ADUSBEF, compreso il mio, riceve le indicazioni utili e
gli aiuti che è possibile dare, in base alle leggi vigenti e tenendo conto che si tratta di
problematiche nuove.
Forse lei non ha capito che, non potendo svolgere legalmente delle "class actions",
perchè la legislazione Italiana, non solo non la prevede ( come invece avviene negli
altri Paesi, non solo in Europa, ma in tutto il mondo civile e democratico), ma sembra
che oltretutto l'attuale legislatore non voglia consentirle proprio, visto che il settore
bancario non lo vuole, gli utenti si trovano in difficoltà a fare valere i loro diritti, dati i costi.
Mi perdoni la franchezza, ma è Lei che fa "orecchie da mercante", proponendo in modo demagogico agli
altri sconosciuti 25 ai quali si riferisce, una azione legale che pro capite verrebbe a
costare un pacco di soldi, forse superiori ai 4500 euro che lei avrebbe perso, e tutto
per ottenere, e glielo auguro, forse alla fine, il rimborso della somma già persa.
Se avessimo la class action invece, una causa che dovesse costare al limite 10000 euro, tra bolli, procedure, atti, competenze professionali, ecc.., divisa per 25, comporterebbe
un onere di 400 euro.
Capisce ora la differenza?
Le similari class actions sono al momento, solo quelle relative al diritto del lavoro, e
basta.
Quindi la inviterei a moderare i suoi termini e ad accettare che l'ADUSBEF lavori per il prossimo come ha sempre fatto, e senza chiedere altro che una iscrizione annua di euro
25, sapendo oltretutto che altre associazioni chiedono molto di più per fare molto di meno.
Cordialmente
Federico lippi
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