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Truffe informatiche e non, subite con carta Postepay PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
mercoledì 24 ottobre 2007

Cari Amici/e di sventura,
Per caso ci siamo incontrati in questo forum e siamo diventati  25, ma oltre noi capitati per caso, quanti cittadini/consumatori  onesti hanno avuto lo stesso tipo di truffa? La risposta si da da sola conoscendo il numero della carte PostePay emesse negli ultimi 2 anni da POSTE ITALIANE, e gli investimenti effettuati in pubblicita per tale prodotto.
Mi sono accorto che questo problema non viene preso in considerazione e sul serio come un nuovo fenomeno di truffa informatica, visto  l'elevato numero di carte prepagate Poste Pay emessa da POSTE ITALIANE negli ultimi due anni.    Tale affermazione nasce dal fatto che ne  ADUSBEF,  ADICONSUM, TUTTOCONSUMATORI, MI MANDA RAI TRE, STRISCIA LA NOTIZIA,  LE IENE, (elementi presi dalle vs. lettera al forum), non si sono degnati di capire ed entrare in merito a questo fenomeno attuale). Non vorrei aggiungere commenti inutili come politica, audience,ecc..

Con questa mia mail credo che non avendo aiuto da chi dovrebbe aiutare i cittadini/consumatori e intervenire (sui fenomeni che stanno diventando di massa) nei casi di truffa verso i truffati e ancor di più tutelare i futuri truffati, fa orecchie da mercante (vorrei precisare che questa mail ha tutt'altro che fini di scopo politico).    Ma dobbiamo rivolgerci a Beppe Grillo per chiedere help!!!!!!! ?????
(sdrammatizzo con una battuta quanto evidenziato).

Per quanto su descritto ai 25 amici/e mal capitati e  abbandonati, suggerirei di unirci, per città,  e presentare un ricorso al giudice di pace,  rimanendo in contatto; a tal fine di far valere i nostri diritti e dare un aiuto ai prossimi malcapitati che verranno truffati con lo stesso sistema. Nonostante l'ora tarda invio un saluto a tutti


Riccardo Ianiero

Gentile Sig Riccardo Ianiero,

non capisco a quale forum si riferisce, ha mandato la sua mail a 50 indirizzi, facendoci conoscere la sua polemica sulle carte prepagate Postepay delle Poste Italiane. Scrive inoltre a me, quando proprio io nel mio sito  ho menzionato la problematicità  delle carte , varie volte e  forse tra i primi,    prima di me il nostro Presidente  Dr.Elio Lannutti ,   ha denunciato la truffa del phishing oltre che del pharming.

Inoltre  chi si rivolge ai siti ADUSBEF, compreso il mio, riceve le indicazioni utili e gli aiuti che è possibile dare, in base alle  leggi vigenti e tenendo conto che si tratta di problematiche nuove. Forse lei non ha capito che, non potendo svolgere legalmente delle "class actions", perchè la legislazione Italiana, non solo non la prevede ( come invece avviene negli altri Paesi, non solo in Europa, ma in tutto il mondo civile e democratico), ma sembra che oltretutto l'attuale legislatore non voglia consentirle proprio, visto che il settore bancario non lo vuole, gli utenti si trovano in difficoltà a fare valere i loro diritti, dati i costi.

Mi perdoni  la franchezza, ma è Lei che fa "orecchie da mercante", proponendo in modo demagogico agli altri sconosciuti 25 ai quali si riferisce, una azione legale che pro capite verrebbe a costare un pacco di soldi, forse superiori ai 4500 euro che lei avrebbe perso, e tutto per ottenere, e glielo auguro, forse alla fine, il rimborso della somma già persa. Se avessimo la class action invece, una causa che dovesse costare al limite 10000 euro, tra bolli, procedure, atti, competenze professionali, ecc.., divisa per 25, comporterebbe un onere di 400 euro.
Capisce  ora la differenza?
Le similari class actions sono al momento, solo quelle relative al diritto del lavoro, e basta.
Quindi la inviterei a moderare i suoi termini e ad accettare che l'ADUSBEF lavori per il prossimo come ha sempre fatto, e senza chiedere altro che una iscrizione annua di euro 25, sapendo  oltretutto che altre associazioni chiedono molto di più per fare molto di meno.
Cordialmente
Federico lippi

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 24 ottobre 2007 )
 
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