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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Truffa on line. Andare o meno dall'avvocato PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Lippi   
giovedì 18 ottobre 2007
Gentile Sig. Federico,
Ho letto il suo scritto circa le truffe on line e quindi la  rispettiva responsabilità, almeno in parte, degli istituti di  credito, dico così perchè ne sono stato vittima nel mese di Luglio  2007... mi ero recato sul sito  della mia banca (a questo punto presumo sito copia) per controllare  conto e per fare una ricarica telefonica, ho inserito i  miei codici, ma  la pagina  non proseguiva. Rinunciai  e qualche giorno dopo  mi reco in banca  (bancomat) per prelevare del contante ma ne sono impossibilitato,  per mancanza di credito. Mi reco quindi nella filiale della mia banca  (Intesa SanPaolo)  per chiedere il contante chissà mai che il  bancomat aveva problemi, nulla mi dicono che non possono darmelo  perché ero andato in mora! Al momento ci sono rimasto abbastanza male, mi sono  rivolto alle impiegate, ma entrambe mi dicono che  sono “sotto” e non possono farmi avere il contante.

Stupidamente al  momento non sono andato a fondo, mi sono recato quindi a casa e ho  fatto dei controlli sugli estratti conto.  Tutto  a posto rispetto al mese precedente, allora non avendo fatto nessuna  transazione di cifre elevate corro subito in banca per chiedere  spiegazioni, dopo un controllo risulta che io il giorno 25 Luglio ho  fatto due transazione su carta pregata tanto da svuotare il conto  per un totale di € 4.500,00. Subito ho detto che primo non tengo  nessuna carta prepagata né tantomeno mi metto a svuotare il mio  conto così! L’' impiegata mi dice che aveva notato questi due  movimenti e che pensava mi fossi ricaricato la carta per le ferie!!!

 Ma  prima di lei anche coloro che in dettagliata sede hanno la  gestione del sito Banca Intesa, avevano notato la cosa infatti hanno  pensato bene, dopo il prosciugamento del mio conto, di chiudermelo!  Peccato che nessuno mi ha chiamato!!! È già qui tutela cliente  uguale zero.

Gentilmente l’'impiegata ripete se avevo fatto movimenti strani dico  di no, se non  i soliti controlli sul mio conto on line, mi chiede se  avevo ricevuto delle mail strane dico di sì, dico anche che in una  ero entrato ma senza fare nulla perché le pagine web non procedevano   peccato che i dati me li hanno  clonati lo stesso! (ho stampato anche le mail e i codici Ip delle  stesse tutta la documentazione poi l’'ho allegata alla denuncia). Viene interpellato l’'ufficio legale di Banca Intesa, risponde che non  c’è niente da fare ,nemmeno la  la denuncia presso la Polizia Postale.

Al  momento amareggiato ho chiesto se l’'istituto non poteva fare nulla  per me quindi per il cliente, mi dicono di no, anzi alla mia  domanda: posso sapere chi si è ricaricato la carta? Mi dicono che  non possono dirmi nulla per via della Privacy! Peccato che poi la  Polizia mi ha detto che è una grossa cavolata visto che io ho tutto  il diritto di sapere nel limite del possibile, il destinatario dei  miei soldi, nome indirizzo ecc….

Morale alla fine sconsolato vado a fare la denuncia allegando la  varia documentazione ecc… ma  dovrò aspettare forse anni,  e magari senza cavarne nulla ,  possibile che  l’istituto di credito non abbia nessuna responsabilità? Possibile che da allora nessuno della mia banca Direttore compreso non mi  abbia mai interpellato? Solo perché erano pochi i soldi? Forse se il  conto pesava di più era diverso? Ancora oggi mi sto ponendo delle  domande in attesa ora che io mi muova, anche se all'’idea di prendere  un legale  non mi ispira sapendo forse che in  prospettiva, spenderò tempo e denaro inutilmente.

M.M 

---------------------- 

Ritengo che  la risposta se la sia data da solo: l'unica  sarebbe un avvocato che quereli
la banca per non aver fatti gli scrupolosi e debiti controlli per la sicurezza dei conti, anche quelli on line, affidatigli dai propri clienti. Sul mio sito accenno anche alla legge sulla Privacy e agli obblighi di corretta conservazione dei dati personali che impone, anche alle Banche. Di certo è materia nuova, ma i giudici cominciano a sensibilizzarsi.


Forse se dei ladri forzano il caveaux, le banche non riconoscono più i soldi depositati sui loro conti? Oppure se forzano le cassette di sicurezza per le quali si paga oltretutto una salata assicurazione, non  rimborsano il valore dei gioielli  depositati? Se ha letto quel che scrivo sul sito, sa già come la penso in proposito.
Sta a lei fare le sue scelte, certo un avvocato si paga e del domani non esiste certezza.
Sta a lei scegliere e sceglier per il meglio, faccia la scelta per lei giusta.

cordialmente Federico lippi

Ultimo aggiornamento ( domenica 02 agosto 2009 )
 
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