Tieni il tuo conto corrente sempre sotto controllo. Calcola: Anatocismo, Spese, Lucro per Valuta; Individua: Superamento Tassi Soglia d'Usura, corretta applicazione Commissione Massimo Scoperto. www.checkbank.org
Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un
rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un
intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930:
Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né
troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite
però, come si è visto, da allora -che
sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la
banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre
migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali,
i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di
grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle
stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere
alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.
(EINAUDI, 1930) Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic
In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio
di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità,
fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.
Federico Lippi
Il Settore del Credito cambia il pelo ma non il vizio.
Scritto da Federico Lippi
giovedì 19 marzo 2009
Il 17 marzo scorso la APCOM ha pubblicato una interessante
dichiarazione dell’attuale Governatore della Banca d’Italia Draghi, il quale
probabilmente, quale semplice portavoce, riferisce le pretese di chi lo governa
e lo controlla: le Banche.
“Le svalutazioni dei crediti possono essere dedotte dal
reddito imponibile delle banche solo fino allo 0,30% degli impieghi; le
svalutazioni eccedenti questo limite sono rateizzate in 18 anni. Tali limiti e
dilazioni” – spiega Draghi – “ sono stati ripetutamente inaspriti negli ultimi
anni. Per essi è difficile trovare giustificazioni economiche o riscontri in
altri grandi Paesi Europei”
A prescindere che le dichiarate “svalutazioni dei crediti”,
se per ipotesi vere, sarebbero l’ inevitabile conseguenza dell’ingordigia delle
Banche stesse, paventata da Einaudi negli anni ’30, e preannunciata da Werner
negli anni 70, che hanno portato sul lastrico il Paese Italia e, insieme
all’Italia tutto il mondo, è necessario soffermarsi sulle assurdità elencate da
Draghi senza alcun ritegno.
Il Settore del Credito, anche grazie al coordinamento
irresponsabile dell’ABI, Associazioni Banche Italiane, ovvero Associazione
Baciata dalla Ingordigia, ha promosso a
tutti i livelli l’indebitamento più spinto, da una parte, e l’investimento ad
elevatissimo rischio dei piccoli risparmiatori, dall’altra.
In tale modo ha rastrellato “liquidi”da portare alle isole
Cayman, considerate dai “banchieri” oltre che un “paradiso fiscale” anche un “paradiso finanziario”, mentre in casa si
naviga su un mare incontrollato di
moneta virtuale, causa di cartelle e bollette “pazze”, indebitamenti da
capogiro, da cui ne è derivato l’inasprimento della disoccupazione, una
immediata frenata dello sviluppo e della crescita economica del Paese, la
distruzione delle poche risorse che ci erano rimaste, il conseguente aumento
smisurato dell’inflazione, macroscopizzata dall’avvento dell’Euro.
Parmalat: New York 10 milioni di azioni di risarcimento per gli azionisti stranieri
Scritto da Federico Lippi
martedì 03 marzo 2009
Investitori di tutto il mondo riuniti in class action
danneggiati dal crack della Parmalat
riceveranno oltre 10 milioni in azioni dalla ditta. La decisione è del Giudice della Corte distrettuale di
Manhattan. Praticamente 15,4 milioni di euro è il valore del risarcimento
deciso dal Giudice ( 1,47 euro ad azione)
L’azienda conferma che cederà entro 30 giorni 10 milioni e
mezzo di azioni.
Gli analisti affermano che
la notizia va giudicata positivamente, perché fuga molti dubbi e:
“"A ciò si aggiunga che la certificazione della
transazione tra Parmalat e la
Class Action diminuisce in misura sensibile la possibilità
che nuove Class Action possano avanzare pretesa nei confronti del gruppo di
Collecchio", precisa un analista di una sim milanese che sull'azione
Parmalat mantiene il rating outperform e il target a 1,70 euro. ( da Milano Finanza)
La legge antiusura è a rischio
Scritto da Federico Lippi
lunedì 02 marzo 2009
Il Paese si avvia verso un crisi epocale, e tutti gli
osservatori denunciano il conseguente aumento dell’usura , ma, a maggiore
testimonianza dello scollamento che rischia di approfondirsi ulteriormente tra Magistratura e Società, mi
trovo ad affrontare come CTP e Delegato
Adusbef, sempre più spesso, casi in cui il privato cittadino si trova ad essere
sempre più soggetto debole nella difesa
dei propri diritti verso lo strapotere della Parte Bancaria.
Dispiace dover denunciare l’affiorare, a “macchia di leopardo” come suol dirsi, di queste insensibilità verso i deboli, che
oltretutto 9 volte su 10 hanno tutte le ragioni e addirittura le leggi
esistenti dalla propria parte, anche se spesso sospetto che non di
insensibilità si tratti, quanto piuttosto della
non esatta conoscenza da
parte di Magistrati, sia pure attenti e scrupolosi, della insidiosa e complessa materia della tecnica
bancaria, materia sulla quale molti, troppi personaggi anche di peso, fanno truffaldina disinformazione.
Che le Banche da tempo stiano studiando il modo di liberarsi
della legge antiusura, la 108/96, non è un segreto ed è semmai la riprova del
modus operandi del Settore, che si commenta da sé nel desiderio e la volontà di
continuare ad usurare i Cittadini impunemente.
I titoli tossici: arrivano al pettine i nodi delle cartolarizzazioni e saranno dolori
Scritto da Federico Lippi
martedì 24 febbraio 2009
Ho appena ricevuto via mail questo articolo, e lo propongo immediatamente perchè buon 60% so essere vero e corrispondere a quanto so per certo, Leggetelo con attenzione.
Ovvero: come centinaia di migliaia di cittadini italiani, in gran
parte ancora ignari, verranno chiamati dai Tribunali italiani a pagare
le perdite purimiliardarie degli squali di Wall Street.
DI LUIGI DI STEFANO mirorenzaglia.org
Tutti abbiamo saputo dei cosiddetti “Mutui subprime” americani, che
sono stati una delle basi della crisi finanziaria planetaria dovuta
alla finanza tossica.
Le banche e le società finanziarie americane concedevano un mutuo per
la casa a soggetti che difficilmente potevano poi pagarlo, ma in questo
modo creavano un credito certo ed esigibile, coperto da una garanzia
immobiliare.
Questo “credito certo” veniva poi utilizzato come base per emettere
altri titoli di credito (i famosi Derivati o Hedge Fund) che con le
cosiddette prassi dell’ingegneria finanziaria veniva moltiplicato
all’infinito.
A dire che su un “credito certo” ad esempio di 100.000$ (il
mutuo) si garantivano cinquanta e cento volte tanto di Derivati ed
Hedge Fund.
Quando il castello finanziario è cominciato a franare, e si
andati dal povero cristo a cui avevano fatto il mutuo, tutto è crollato.
Tranquilli, ci dice il governo italiano. Le banche italiane sono solide
e giudiziose, non hanno fatto mutui subprime e “finanza creativa”. E’
vero che per salvarle dal disastro della crisi planetaria lo Stato gli
ha regalato miliardi di Euro dei contribuenti (sulla cifra vera c’è il
segreto di Stato), è vero che le banche si sono incamerati questi soldi
e stanno strozzando l’economia reale negando il credito alle imprese,
ma sono quisquilie, pinzellacchere.
Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU
Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi
passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che
debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?
Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU
Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi
passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che
debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?