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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Perché Giudici e CTU non devono riferirsi al TEG
Scritto da Federico Lippi   
giovedì 09 luglio 2009

La dizione TEG, ai sensi del Rapporto Werner e suoi allegati, significa in Francese “TAUX EFFECTIF GENERAL”, mentre furbescamente in Italia il Settore del credito lo ha tradotto in TASSO EFFETTIVO GLOBALE, insisto spesso su questo argomento, perché non è una differenza di poco conto per gli effetti disastrosi sugli utenti.

La dimostrazione di quanto vado affermando si trova non solo nella leggenda degli indici di riferimento delle disposizioni della CEE dal 1974 in poi, ma è espressamente ribadito dalle istruzioni della Banca d’Italia che al punto “A2 – Soggetti tenuti alla rilevazione”, chiarisce: “la segnalazione deve essere effettuata da ciascuna Banca iscritta nell’albo previsto dall’art. 13 del D.LGS 385/1993 (omissis)”.

“Lo schema di segnalazione è unico; pertanto a prescindere dall’operatività tipica o prevalente, gli intermediari tenuti alla segnalazione devono inviare i dati relativi alle operazioni effettivamente poste in essere per ciascuna delle categorie individuate.”

Pertanto il calcolo del TEG, effettuato ex ante, è esclusivamente onere del settore del credito, che ai sensi del’art. 2 della legge 7.3.1966 n. 108, deve comunicarlo alla Banca d’Italia per consentire a questa di calcolare la media sulla campionatura e trasmettere al Ministero i relativi TEGM, ma non può essere destinato od imposto ai debitori, per cui le analisi di controllo sui conti dei clienti bancari devono seguire la formule riportate nel progetto europeo del Werner

Ultimo aggiornamento ( giovedì 09 luglio 2009 )
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Italia deferita dalla Commissione Europea : non ha recepito direttiva su revisione dei conti
Scritto da Federico Lippi   
giovedì 25 giugno 2009

La Commissione Europea ha deciso di deferire l'Italia, insieme con Australia, Irlanda e Spagna, alla Corte di Giustizia Europea per non aver recepito la direttiva sulla revisione dei conti.

 

 La normativa impone a tutti gli Stati membri di istituire sistemi esterni di controllo della qualità, nonchè il controllo pubblico sulla professione di revisore contabile.

 

Sempre oggi il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2008, ha affermato che il fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica Amministrazione “è rilevante e gravido di conseguenze”.

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 giugno 2009 )
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Il famigerato mutuo Sonni Tranquilli, esce dalla porta e rientra dalla finestra.?
Scritto da Federico Lippi   
lunedì 27 aprile 2009

 

In verità possiamo dire che il metodo truffaldino del calcolo  dei mutui tanto amato dai banchieri e dai bancari, non è mai uscito, sta lì come sempre,  comoda fonte di reddito per il Settore che fa orecchie da mercante.

 

Un utente bancario  denuncia alla nostra attenzione   di aver anni fa sottoscritto un contratto presso Notaio con  Banca Intesa, sono trascorsi diversi anni  e non ha mai ricevuto, nonostante le molteplici richieste da lui inviate, un Piano di Ammortamento né il metodo di calcolo delle rate,  l’Atto di Mutuo parla genericamente di Mutuo con calcolo di ""ammortamento alla francese". Inutile dire che anche recenti richieste di documentazioni e chiarimenti inoltrate alla banca presso cui  l'utente ha acceso il mutuo, sono rimaste inevase.

Riportiamo il fatto perché è esplicativo del modus operandi di molti Istituti: muro di gomma e tutto come sempre.

Vediamo cosa può nascondere il muro di gomma.

 

Parlare di sistema alla Francese sta ad indicare un metodo di ammortamento progressivo mediante una composizione di formule finanziarie sostituendo alla maniera francese il Tasso Nominale Annuo ( TAN) con il Tasso Annuo Effettivo ( TAE), che consente la capitalizzazione periodica a scadenza tura rata degli interessi corrispettivi propri del piano; in parole povere: un TAN del 10% a cadenza tura semestrale diventa del 10, 25% , mentre se la cadenza tura è mensile, diventa del 10,47%.

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 aprile 2009 )
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Contraddizione interna lorda
Scritto da Federico Lippi   
sabato 25 aprile 2009

Francesca Lippi, "Contraddizione interna lorda. Prezzi e benzina aumentano? Qualità della vita e benessere calano, ma il Pil cresce. In tempi di crisi, gli esperti cominciano a criticare l’indicatore economico tradizionale e a proporre delle alternative".

SP il giornale di San Patrignano, pagina 30 e 32, n° 210 Aprile 2009

 

Il Pil scende inesorabilmente e si inabisserà del 2,3 per cento nel corso del 2009, secondo quanto pronosticato da Prometeia nel ‘Rapporto di previsione sulle prospettive di breve-medio termine dell'economia internazionale e italiana’. Nel momento peggiore della crisi e del credit crunch, il Prodotto interno lordo rientra fra le ossessioni economiche dei Paesi occidentali e orientali, avanzati e in via di sviluppo.

Ma a ben vedere non è che i cittadini abbiamo mai posto troppa attenzione a questo benedetto (o maledetto) Pil. Spesso, infatti, anche venendo tacciati di superficialità, gli italiani se ne sono infischiati altamente, badando piuttosto all’aumento dei prezzi e alla congruità e regolarità degli stipendi. Ora, però, anche i nostri economisti cominciano a mostrarsi scettici, proponendo addirittura una ‘sostituzione’ del Pil. Con il dubbio che tale ripensamento dipenda dal tentativo di far sembrare la situazione economica ‘meno peggio’ di quanto è.

Il crimine fattura

Sta di fatto che molti esperti nel mondo sembrano d’accordo nel rispolverare un vecchio discorso di Robert Kennedy, datato nel fatidico 1968, dove il mai eletto presidente definiva il Prodotto interno lordo come inadeguato ad indicare il benessere delle nazioni. Una posizione non tanto filo-hippy o neo-contestataria, quanto logica visto che - spiegava Bobby - l’andamento del Pil è direttamente proporzionale a dati negativi come criminalità, inquinamento, malattia e ignoranza: all’aumentare dei costi di sanità e benzina, infatti, cresce beato, ma “non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago”.

 

 

Ultimo aggiornamento ( sabato 25 aprile 2009 )
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Quesiti dei Giudici e ricalcolo degli interessi- Posizione anomala di alcuni CTU

Quando il Giudice dispone il ricalcolo degli interessi passivi applicando la capitalizzazione semplice degli interessi, si intende che debba applicarsi la capitalizzazione annuale o nessun tipo di capitalizzazione?

 

 Grazie per l’attenzione. Cordialità.

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